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13/01/2021

IL CASO ROMA Cantieri fermi, congelati, con 66 mil…

Il Gazzettino

IL CASO
ROMA Cantieri fermi, congelati, con 66 miliardi stanziati e bloccati nei cassetti. A quasi cinque mesi dal decreto Semplificazioni che, come noto, ha riformato il codice degli appalti introducendo un meccanismo accelerato per le opere considerate prioritarie, lo stallo non si blocca. Questa volta è la crisi di governo a impedire il varo della lista dei commissari, circa una quarantina, che avrebbero dovuto far marciare gli interventi strutturali. Eppure in Parlamento è arrivato da tempo l'elenco delle 57 opere da avviare, con costi e specifiche dei progetti. Anche da Palazzo Chigi avevano fatto intendere che l'ok, con relativi nomi dei responsabili dei vari progetti, sarebbe arrivato ai primi di gennaio. Tutto nel limbo invece, come la sorte dell'esecutivo e, va da se, la cabina di regia, annunciata oltre un anno fa, che quelle opere avrebbe dovuto velocizzare e coordinare.
I TEMPI
Per la verità la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, ha provato a dare una accelerazione, ma da Palazzo Chigi non c'è stato nessun supporto. Così dopo Natale l'elenco delle opere prioritarie è approdato alle commissioni competenti e qui, dopo aver superato le verifiche del Tesoro che ha controllato scrupolosamente le relative coperture finanziarie, rischia di restare a lungo. Le opere più importanti tra quelle ferroviarie sono la linea Fortezza-Verona (4,9 miliardi), il potenziamento della Venezia-Trieste (1,8 miliardi), il completamento della Genova-Ventimiglia (1,5 miliardi), il raddoppio Pescara-Bari (0,7 miliardi), la Roma-Pescara (1,9 miliardi), il potenziamento tecnologico della Salerno-Reggio Calabria (2 miliardi) e la Palermo-Trapani. Commissari da definire anche per la chiusura dell'anello ferroviario di Roma (547 milioni), la tratta Napoli-Bari (5,9 miliardi) e la realizzazione dell'asse alta velocità-alta capacità Palermo-Catania-Messina (8,8 miliardi). Per quanto riguarda le opere stradali spiccano la Jonica 3,1 miliardi), l'autostrada Roma-Latina, la Salaria, il collegamento tra il nodo intermodale di Orte e il Porto di Civitavecchia, la tratta Monte Romano-Civitavecchia, la Grosseto-Fano e, ma qui le indicazioni sono generiche, le reti viarie in Sicilia e Sardegna. Inserito nell'ultimo elenco, come detto, anche la Metro C (5,8 miliardi) e importanti interventi su dighe e porti.
Ad ottobre la De Micheli ha scritto anche alle due principali stazioni appaltanti, Anas e Rfi, chiedendo di cominciare con gli scavi sostituendo i commissari ancora mancanti con i «Rup», responsabili unici di procedimento, in attesa della scelta finale dei profili. Qualche bando è stato pubblicato come quello per i lavori sulla Fortezza-Ponte Gardena per il tunnel di base del Brennero e quella sulla direttrice Napoli-Bari dell'alta velocità per il lotto irpino. Queste lentezze non fanno certamente ben sperare per l'utilizzo dei fondi del Recovery Plan, circa 50 miliardi, che vanno spesi in tempi certi e senza ritardi.
Umberto Mancini
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