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18/09/2020

IL CASO Passeranno ancora mesi, ma a questo punto …

Il Messaggero

IL CASO
Passeranno ancora mesi, ma a questo punto ogni previsione è azzardata, prima che palazzo d'Achille possa riaprire. La notizia delle ultime ore è che per ultimare i lavori bisognerà bandire una gara d'appalto, di fatto un nuovo appalto rispetto a quello originario. Le problematiche di prevenzione legate al Covid, dunque, non c'entrano nulla con il mancato riavvio dei lavori mentre al Comune l'affitto della sede nell'ex palazzo della Banca d'Italia costa quasi 10.000 euro al mese. La decisione del Comune di affidare il completamento degli interventi all'impresa che si era piazzata al secondo posto nella originaria gara d'appalto, ovvero il Consorzio Stabile Rennova de L'Aquila, dopo l'affidamento avvenuto a dicembre dell'anno scorso non si è rivelata praticabile. Gli uffici stanno preparando i documenti - ci ha detto ieri l'assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice riferendosi alla nuova gara che il settore sta predisponendo, assessore che però sui tempi non si è voluto sbilanciare e non ha aggiunto altro. Una stima, non ufficiale, è di sei - otto mesi (se non ci saranno intoppi), fra la pubblicazione del bando, la presentazione delle offerte, e l'affidamento dei lavori, una stima nel segno dell'ottimismo. L'unica certezza è che la problematica legata a palazzo d'Achille, risalente a oltre dieci anni fa, è una delle prime grane che si troverà ad affrontare la prossima amministrazione comunale. I lavori per il recupero e la riqualificazione funzionale con adeguamento strutturale, impiantistico nonché per il restauro conservativo della sede municipale, resa inagibile dal terremoto che ad aprile del 2009 colpì L'Aquila, vennero infatti aggiudicati all'Ati Troso Osvaldo e iniziarono a gennaio 2016 per poi fermarsi definitivamente ad aprile del 2018 in seguito alla risoluzione del contratto di appalto. Poi, dopo una lunga fase di stallo si era proceduto ad affidare i lavori di completamento, per 363.000 euro, al Consorzio Stabile Rennova che nella originaria gara d'appalto si piazzò alle spalle della Troso Osvaldo. Nel frattempo (eravamo a metà dicembre dell'anno scorso) sui lavori a palazzo d'Achille si è abbattuta l'inchiesta della Procura, che nella prima fase ha portato al sequestro del cantiere (dissequestrato lo scorso 8 febbraio) e all'iscrizione nel registro degli indagati di sei persone, fra imprenditori e tecnici, con ipotesi di reato che vanno dalla turbativa d'asta al falso ideologico e materiale, alla truffa aggravata in relazione ai lavori già eseguiti. Ieri, intanto, nell'ambito dell'inchiesta, dinanzi al gip Luca De Ninis è stato sentito l'ingegner Giampiero Di Primio, il perito incaricato di procedere agli accertamenti tecnici, nel contraddittorio fra accusa e difesa ovvero in sede di incidente probatorio. Secondo quanto è trapelato il progetto esecutivo e l'offerta migliorativa non sono stati valutati congrui. Ora si apre una seconda fase durante al quale il perito dovrà, in 90 giorni, verificare la rispondenza tra i lavori eseguiti e quelli contabilizzati facendo indagini in cantiere. Prossima udienza il 12 gennaio 2021.
Alfredo D'Alessandro
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