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28/05/2020

IL CASO La Certosa di Trisulti torna, pardon resta…

Il Mattino

IL CASO
La Certosa di Trisulti torna, pardon resta, alla scuola di sovranismo di Steve Bannon. Il gioiello medievale del 1204 incastonato nelle colline della Ciociaria, rimane nelle mani della Dignitatis Humanae Institute, l'associazione guidata e finanziata dall'ex stratega di Donald Trump che punta ad installare nel millenario monastero del frusinate la scuola-incubatrice di leader della nuova Europa.
Lo dice la sentenza emessa ieri, come una doccia fredda, dal Tar di Latina dando ragione al ricorso presentato dagli avvocati dell'associazione fondamentalista cattolica di Bannon contro il Ministero dei beni culturali e del turismo guidato da Dario Franceschini, che lo scorso 11 ottobre aveva formalizzato l'annullamento della concessione del complesso monumentale. Oltre al danno la beffa, visto che il Tribunale regionale condanna il Mibact al pagamento di complessivi seimila euro per le spese e competenze del giudizio. Non solo, ma la sentenza di ieri ha anche dichiarato «inammissibili gli interventi oppositivi», vale a dire tutte quelle associazioni locali del territorio che per mesi hanno dato battaglia alla concessione e hanno tentato di intervenire «ad opponendum nel procedimento a sostegno del Mibact». Chiaro che la partita non è finita, lasciano intuire dal Collegio Romano, e che il prossimo passaggio sarà molto probabilmente il ricorso al Consiglio di Stato. La vicenda è complesso, consumatasi negli ultimi due anni tra imbarazzi, polemiche, interrogazioni parlamentari.
LA VICENDA
Tutto è iniziato, infatti, nel febbraio del 2018 quando la preziosa Certosa di Trisulti, che era stata inserita in un bando per l'assegnazione a privati della concessione di beni immobili statali del Mibact, veniva data in gestione per 19 anni all'associazione Dignitatis Humanae Institute. Da lì è partita la crociata. Nel marzo del 2019, all'epoca era ministro Alberto Bonisoli, vennero avviate due ispezioni («una sul fronte amministrativo e una sulla condotta della gestione e le attività svolte»). A queste si aggiunse anche il parere dell'Avvocatura dello Stato. Tutte verifiche che convinsero li uffici del dicastero ad avviare il procedimento di revoca della concessione al progetto di Bannon perché «contrariamente a quanto dichiarato al momento della candidatura, l'associazione non risultava in possesso dei requisiti richiesti dal Bando». Certo, in quei mesi sembrava aleggiare il retroscena politico di un affondo grillino contro i sovranisti leghisti, anche se il Collegio Romano del grillino Bonisoli preferì gettare acqua sul fuoco. Ora i sovranisti sembrano riprendersi la scena.
Laura Larcan
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