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09/07/2020

Il caso dei bus e le mail di Rossi Al setaccio la corrispondenza

Corriere Fiorentino

Regione
La Finanza acquisisce la documentazione informatica. L'Antitrust bacchetta Mobit
Tutte le email del presidente. Le hanno prese i finanzieri ad Enrico Rossi nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Procura sulla gara regionale del trasporto unico su gomma. Il governatore Rossi risulta indagato per turbativa d'asta nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal sostituto procuratore Antonino Nastasi. Scrivono i due magistrati nelle pagine della richiesta di consegna dei documenti che si rende «necessario acquisire, in copia, tutta la documentazione anche informatica transitata sulle email» del governatore. Le caselle postali oggetto degli accertamenti - due in tutto - sono gli indirizzi istituzionali. I finanzieri, dopo uno «spulcio» investigativo, hanno poi sequestrato gli eventuali messaggi che riguardano «la gara d'appalto oggetto dell'indagine nella disponibilità» di Enrico Rossi. Nei giorni scorsi il governatore, ai microfoni di Controradio , aveva dichiarato: «Noi non abbiamo fatto alcun accordo con i francesi. Autolinee Toscane ha vinto una regolare gara come confermato da molte sentenze della giustizia amministrativa, compresa quella della Corte di giustizia europea. Noi abbiamo sempre detto "vinca il migliore"». L'inchiesta è nata mesi fa quando Mobit - che risulta essere formalmente l'azienda che ha perso la gara - aveva depositato in Procura alcuni esposti. A quel punto i magistrati, durante il loro lavoro, avrebbero evidenziato «elementi di turbativa o comunque atti di favoritismo» per i vincitori di Autolinee Toscane. Il lavoro degli inquirenti si concentra sul nome di Rossi ma anche su quello di altri indagati: Riccardo Buffoni e Ivana Malvaso, funzionari della Regione, Patrizia Lattarulo, Gabriella Rorandelli, Stefano Pozzoli (ex commissario del Carnevale di Viareggio) e Mario Sebastiani componenti della Commissione che ha decretato l'aggiudicazione ad Autolinee Toscane, la società del colosso francese Ratp, a scapito del consorzio Mobit. Gli inquirenti vogliono verificare la «natura dei rapporti tra Rossi e i rappresentanti della società Autolinee Toscana e Ratp», ma anche tra «Rossi e un dipendente di Autolinee di Autolinee Toscana, in passato affidatario di incarichi di consulenza sulla gara per l'ente locale presieduto dall'indagato». Fin qua le novità dal punto di vista penale. Si è mossa però anche l'Autorità della concorrenza, che ha dato ragione alla Regione e ad Autolinee toscane che accusavano di immobilismo One (il consorzio delle aziende di Mobit nato per il «contratto ponte» in attesa dell'assegnazione del servizio). L'Antitrust scrive che le aziende toscane hanno avuto «condotte abusive» tutte «declinate in un'articolata strategia ostruzionistica e dilatoria» non fornendo dati finanziari, su sedi, mezzi di trasporto, neanche i dati degli abbonamenti, nonostante tutto dal punto di vista formale (visti i numerosi giudizi al Tar, al Consiglio di Stato e persino alla Corte di giustizia Europea) abbia confermato l'esito della gara. L'Antitrust ordina a One di fornire tutti gli elementi chiesti dagli «avversari» di questo scontro infinito. Marzio Fatucchi Simone Innocenti

Foto: Il governatore della Toscana Enrico Rossi