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16/07/2020

Il caso antennaNessuno informai cittadiniSono una …

Gazzetta di Mantova

Il caso antennaNessuno informai cittadiniSono una cittadina di Curtatone, che scrive per una questione che mi sta molto a cuore. Queste parole sono rivolte in particolare modo al sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, che mi auguro leggerà questa mia lettera. Mi rivolgo a lui, in quanto primo cittadino della città. Al confine tra Mantova e Curtatone, da pochi giorni, è stata posizionata una enorme antenna telefonica Wind/Tre, a ridosso delle numerose abitazioni. Il punto è che questa antenna è esattamente sul confine, e per questo noi cittadini non siamo stati né interpellati né tanto meno informati. Da un giorno all'altro ci siamo trovati questa (antiestetica peraltro) enorme antenna. Ho già parlato con il signor Bottani, che mi spiega che anche per loro è una novità, ma che non è 5G e quindi non risulta dannosa.Ma io da cittadina, dico No! Dico che non è giusto! Dico che di posto dove posizionare tale "cosa" c'è. Non certamente proprio a ridosso delle abitazioni! Trovo veramente umiliante che nessuno di noi sia stato almeno informato! Ma sono certa anche, che questa questione, finirà nel dimenticatoio, perché tanto il problema è solo nostro. Un grazie al sindaco Palazzi per essersi altamente infischiato di tutti. Veronica AleoForza ItaliaDurante il lockdownnon ci siamo fermatiForza Italia non si è fermata durante il lockdown, ha continuato a lavorare per il bene del Paese. La segreteria regionale di Forza Italia Lombardia, coordinata dall'on. Massimiliano Salini, ha attivato un tavolo di lavoro telematico per la composizione di una serie di proposte di modifica al Codice dei Contratti - D.lgs. 50/2016 ss.mm.ii, di cui sono stato promotore e coordinatore in qualità di responsabile regionale del dipartimento attività produttive. La motivazione dell'iniziativa è molto semplice: Forza Italia è convinta che solo con la rivitalizzazione del settore edile l'economia del nostro Paese possa ripartire; per fare questo, bisogna favorire la semplificazione delle procedure amministrative, che ritardano ingiustificatamente la realizzazione degli appalti, e dare sollievo a tutta quella piccola e media edilizia di prossimità che costituisce la spina dorsale dell'economia di un territorio. Quindi, pur considerando indispensabile l'adozione del modello Genova per le grandi opere, abbiamo ritenuto più urgente e di rapida adozione ipotizzare una serie di modifiche al codice dei contratti che abbia diretto impatto sulle piccole opere che Province e Comuni appaltano per il miglioramento infrastrutturale nei propri confini. Proprio pensando anche ai piccoli comuni, abbiamo voluto trovare soluzioni più snelle per velocizzare quegli interventi che spesso i sindaci sono costretti a rimandare o sospendere a causa dei lunghi tempi di realizzazione e i costi ad essi connessi. Ad esempio innalzare il limite per l'affidamento diretto a 150mila euro, non obbligare i Comuni ad affidarsi a stazioni appaltanti esterne quando in grado di indire le gare con personale interno, la possibilità di presentare un unico documento (il Dgue) per la partecipazione alle gare d'appalto. E, per quanto riguarda il sostegno alle imprese del territorio, la predisposizione un albo regionale, stilato su base provinciale, da cui attingere le imprese per gli inviti alle gare, la possibilità per il Rup di riservare un quota di due terzi degli inviti alle imprese del territorio, la rimozione del vincolo del 40% alle opere realizzate in subappalto. Dunque, semplificazione e prossimità sono i due fari che abbiamo seguito per proporre queste modifiche. A questo tavolo di lavoro hanno collaborato gli operatori del settore, associazioni di categoria e professionisti degli Ordini che ogni giorno affrontano le problematiche direttamente sul campo e quindi, meglio di chiunque altro, conoscono quali sono le normative che, senza dare una concreta utilità, ritardano e complicano il lavoro degli operatori economici. È stato questo il metodo di lavoro innovativo: il recepimento diretto dei suggerimenti di chi opera sul campo e l'utilizzo di piattaforme telematiche che consentono incontri più frequenti senza problematiche di spostamento e di numero di partecipanti. Abbiamo lavorato con cadenza settimanale seguendo gli obiettivi sopra esposti, abbiamo individuato quegli articoli o quelle parti di articoli che ne impedivano il raggiungimento e ne abbiamo stilato la proposta di modifica. Il nostro lavoro è stato poi trasmesso al tavolo regionale dell'edilizia delle associazioni di categoria, coordinato dall'assessore Mattinzoli, per averne il sostegno politico basato sui contenuti. A breve, consegneremo il progetto di legge alla nostra capogruppo alla Camere, On. Mariastella Gelmini, per far si che segua il percorso più idoneo alla sua discussione parlamentare. Anche a Mantova riteniamo che l'amministrazione entrante dovrebbe avere un occhio di riguardo per il settore edile promuovendo, tramite accordi pubblico-privato, il recupero di immobili comunali fatiscenti da utilizzare anche per l'offerta culturale della città. Sgravi sugli oneri di urbanizzazione o costruzione, incentivi per l'abbellimento delle facciate e per l'utilizzo delle energie rinnovabili quali, ad esempio, pannelli fotovoltaici verticali (dove la Paesaggistica impedisce quelli orizzontali). È un settore cardine per la ripresa economica che ha una ricaduta indiscutibile sull'occupazione che, a fine estate, diventerà purtroppo il vero vulnus delle scelte politiche di chi è al governo, nazionale e locale. Stefano Nuvolari responsabile regionale attività produttive Forza ItaliaIl salutoAddio a Montanarogiornalista di razzaAbbiamo conosciuto Silvestro Montanaro nel novembre di tre anni fa, quando organizzammo all'Arci Dallò un incontro su Thomas Sankara, l'ex presidente del Burkina Faso ucciso nel 1987. Quella sera Silvestro, la sala strapiena, incantò i partecipanti con le sue parole e con la proiezione del suo documentario "Sankara... e quel giorno uccisero la felicità". Silvestro Montanaro è morto improvvisamente, a 66 anni. Grande giornalista d'inchiesta, persona di esemplare onestà intellettuale, sempre al servizio di un'informazione corretta e indipendente, Montanaro è stato un ricercatore instancabile della conoscenza e della verità, con la schiena dritta e la coscienza pulita. Aveva iniziato la sua carriera giornalistica come corrispondente di Paese Sera e poi dell'Unità. In seguito ha firmato delicatissime inchieste sui rapporti tra mafia, camorra, poteri politici ed economici. Dalle sue inchieste sono emerse tante delle prove che portarono all'assoluzione di Enzo Tortora. Nel 1989 entrò a far parte della redazione della trasmissione televisiva Samarcanda, lavorando con Michele Santoro anche a Il Rosso e il Nero e Tempo Reale, di cui diventò co-autore. Dal 1999 al 2013 realizzò, per la Rai, documentari e reportages - tra cui quello su Sankara - che vennero trasmessi su Rai 3 nel programma "C'era una volta". Un programma innovativo, unico nel suo genere, nel panorama televisivo italiano. Molte delle sue inchieste sono state tradotte in più lingue e ospitate nei media di tanti paesi. Centinaia e centinaia di scuole, università, associazioni, non solo in Italia, hanno fatto dei documentari di "C'era una volta" un'occasione di conoscenza e di incontro. I suoi documentari hanno girato il mondo e accompagnato numerose campagne di verità e di difesa dei diritti umani, ricevendo, sia in Italia che in tutto il mondo, i più prestigiosi riconoscimenti. Ma le verità scomode che raccontava davano fastidio e la Rai, dopo più di 50 puntate di successo, nell'ottobre del 2013 cancellò "C'era una volta" dal palinsesto.Silvestro Montanaro è stato un vero giornalista, uno che entrava nei palazzi del potere solo quando doveva e sempre a testa alta, pagando in prima persona le conseguenze della sua coerenza per la ricerca della verità. Grazie, Silvestro, per avercela sempre raccontata, la verità, anche quando hanno provato a metterti il bavaglio. Ci lasci un'eredità impegnativa. Buon viaggio...Movimento Nonviolento MantovaIncuria in cittàNell'ex casermavedo solo degradoSono un vecchio e purtroppo ignorante ma, amo moltissimo la mia bellissima città con pregi e difetti, quindi tutto ciò che viene fatto per renderla ancora più accogliente, mi fa soltanto grande piacere. Purtroppo in questi ultimi anni non abitando più in città sono a venirci di rado. Ultimamente avendo dovuto recarmici, ho notato l'ex caserma nonché genio militare, poco piacevoli all'occhio, in un angolo come quello ricco di importanti opere di interesse turistico, quali casa di A.Mantegna, S. Sebastiano, palazzo Te, ecc. Anche il Famedio non è certo nelle condizioni migliori, oltre ad una pulita e rinfrescata, sembra che necessiti di un dissuasore per maleducati. Insieme a molte altre vie che ho avuto modo di vedere ed odorare, è un vero e proprio bagno a cielo aperto. Forse oltre ad un maggior controllo e salate multe, servirebbero alcuni servizi pubblici dislocati in alcuni punti della città, ben pubblicizzati, magari con addetto, il quale con qualche mancia forse un pezzo di pane lo rimedierebbe piuttosto che stazionare davanti ai supermercati. Gianni Rizzi