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10/04/2021

Il capo del governo e i fondi Ue: forte discontinuità sul piano

Corriere della Sera - Enrico Marro

Riunione con sindaci e governatori sul Recovery: gestiremo insieme il flusso delle risorse Stato-Regioni Oggi Bonaccini finisce il mandato: verso l'accordo per Fedriga presidente
ROMA
Un sistema di gestione delle risorse del Recovery fund a più livelli, col coinvolgimento diretto delle autonomie locali. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, incontrando Regioni, Anci (comuni) e Upi (province) ha scoperto le carte sul meccanismo di governance dei circa 200 miliardi destinati dal Next generation Eu all'Italia.

«Un piano in forte discontinuità in molte aree rispetto al piano precedente e in continuità in altre aree dove non aveva nessun motivi di essere in discontinuità», ha spiegato il premier.

Il modello prevede due livelli. Il primo, centrale, supervisiona l'attuazione del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ed è responsabile dell'invio delle richieste di pagamento alla commissione europea man mano che gli investimenti vengono realizzati. Sempre a livello di governo ci saranno una struttura di valutazione e una di controllo dell'attuazione del Piano. Palazzo Chigi si riserva la supervisione politica del Pnrr attraverso un comitato cui partecipano i ministri interessati. Il secondo livello è invece quello delle amministrazioni responsabili dei singoli investimenti. Regioni ed enti locali dovranno inviare i rendiconti alla struttura di coordinamento centrale. Le Regioni dovranno supervisionare i progetti gestiti da comuni e province. Verranno inoltre costituite delle task force locali per aiutare le amministrazioni territoriali a migliorare le capacità di spesa.


Positivi i primi commenti del presidente della conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (che oggi dovrebbe essere sostituito dal leghista Massimiliano Fedriga): «Credo che siano state poste le basi di un'alleanza istituzionale del sistema Paese per l'attuazione sinergica del Pnrr». Il Piano, ha ribadito Draghi, verrà presentato a Bruxelles entro la fine di questo mese. «Abbiamo poco tempo - dice Bonaccini - e sono necessari interventi robusti sul piano degli snellimenti procedurali e delle semplificazioni, e penso in particolare al codice degli appalti».

Critico, invece, il presidente dell'Anci, Antonio Decaro: «Ravvisiamo una eccessiva frammentazione degli interventi destinati ai Comuni (infrastrutture sociali, mobilità, rigenerazione, efficientamento energetico) e alcuni nodi non sciolti rispetto a come si governerà questa operazione. Il rischio è che tra accordi interministeriali, ripartizione delle risorse alle Regioni e successivi bandi o avvisi pubblici per i Comuni si allunghino di molto i tempi di realizzazione dei progetti».

Nel merito del Piano, si è notato una più forte attenzione di Draghi alle fasce deboli, dai giovani (sostegni per gli alloggi ai meritevoli e retribuzioni dignitose) ai pendolari (non solo alta velocità, ma anche treni regionali).


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Chi è

196

i miliardi
del Recovery plan destinati all'Italia (196,5),
di cui 127,6 attraverso prestiti e 68,9 per mezzo
di sovvenzioni

Stefano Bonaccini,
54 anni, presidente dem della Emilia-Romagna lascia oggi la guida della conferenza Stato-Regioni