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18/07/2020

IL BLITZ E tre. È ormai una maledizione il luglio …

Corriere Adriatico

IL BLITZ
E tre. È ormai una maledizione il luglio nero per la Regione Marche di Ceriscioli: dopo gli appalti per le casette della Protezione civile regionale nel 2018 e l'inchiesta per la turbativa d'asta nel maxiappalto per le pulizie nel 2019 (istruttorie ancora in corso), l'ultimo anno della legislatura si aggroviglia sul Covid hospital. Due giorni fa infatti, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Laurino i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale di Ancona si sono presentati a palazzo Rossini, al servizio Salute, per acquisire tutti gli atti relativi al percorso amministrativo per la realizzazione della maxi terapia intensiva alla Fiera di Civitanova.
Il sospetto sul percorso
Il sospetto è che la struttura da 84 letti di terapia intensiva e sub intensiva costata 10 milioni di euro, oggi inutilizzata e deserta, sia stata allestita aggirando la normativa sugli appalti pubblici. Al momento, ma siamo in una fase embrionale dell'inchiesta, non ci sarebbero indagati. La Procura infatti ha letto con attenzione l'esposto presentato dall'associazione civitanovese No fiera Covid. Sull'astronave realizzata da Bertolaso, in realtà, pesa un doppio esposto presentato alla procura di Macerata e di Ancona. Quello dorico è stato firmato dai rappresentanti di Potere al popolo Edoardo Mentrasti, Giovanni Fraticelli, Claudio Paolinelli e Arianna Buda. Il documento consegnato in segreteria dall'avvocato Francesco Rubini, chiede chiarimenti sulla realizzazione della struttura. «Vogliamo sapere il perché dell'ostinazione della Regione - ha detto Paolinelli - a voler costruire una struttura con la contrarietà di medici, esperti sanitari e forze sindacali». Potere al Popolo ha segnalato che i fondi versati da Bankitalia, 5 milioni, «le altre Regioni li hanno usati per incrementare le strutture già presenti». Ma da maggio la struttura è oggetto di attenzione anche da parte del gruppo no Covid: petizione prima e diffida alla Regione poi.
Le denunce
E alla fine, nel mese di giugno, è scattato l'esposto a Procura e Corte dei conti, annunciato dall'ex sindaco civitanovese Ivo Costamagna e presidente del comitato No Covid hospital. A portare avanti la battaglia legale anche il vicepresidente Amedeo Regini, esponente di Legambiente e gli avvocati che si sono opposti alla realizzazione della struttura in diverse sedi e con diversi ruoli: Francesco Mantella, Giuseppe Bommarito e Jacopo Bartolomei. Proprio quest'ultimo aveva parlato della possibile esistenza di eventuali danni erariali. «Sin dall'inizio abbiamo evidenziato le criticità di questa trasformazione - aveva sottolineato Costamagna - e le mancanze in relazione alla trasparenza da parte degli enti coinvolti (Regione Marche, Comune di Civitanova e Cisom). Ragioni che ci hanno spinto ad un impegno civico. Ora, però, alla chiusura del Covid hospital non ha fatto seguito un provvedimento chiaro che sancisse la rinuncia all'utilizzo di una struttura concepita come temporanea e che si sta trasformando in permanente». L'avvocato Valori aveva ribadito che nell'iter adottato dalla Regione potrebbe configurarsi il reato di abuso d'ufficio. «Si è affermato di voler realizzare una struttura temporanea oggi diventata permanente in violazione alle norme urbanistiche che vietano la collocazione di tali strutture in un'area commerciale e sportiva».
Maria Teresa Bianciardi
Andrea Taffi
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