scarica l'app
MENU
Chiudi
15/09/2020

Il bilancio fa chiudere l’asilo ai bimbi

Corriere Adriatico

In Abruzzo ieri ci sono stati 35 nuovi contagi Covid. Nella provincia di Teramo i positivi sono invece cinque
I conti non tornano in Comune: delle 60 richieste solo 35 quelle accolte e i genitori insorgono Qualcuno è stato costretto a iscrivere i figli fuori città ma ora a Palazzo tornano sui loro passi
LE PROTESTE
ALBA ADRIATICA L'amministrazione comunale corre ai ripari e tenta di bloccare sul nascere la protesta dei genitori i cui figli non hanno trovato ospitalità nell'asilo nido di via Legnano. Sono 16 le famiglie interessate dai disagi per la capienza della struttura ridotta a 35 alunni, anziché dei 60 previsti nel capitolato d'appalto della gestione. Ma stavolta il Covid non c'entra. Dietro c'erano soltanto ragioni legate al bilancio e alla convenzione in scadenza. Ecco perché alcune mamme, costrette ad iscrivere i propri figli in altri asili nido fuori città (ad Alba l'unico è appunto quello di via Legnano), hanno parlato di «situazione vergognosa».
L'annuncio a sorpresa
Ma ieri l'annuncio un po' a sorpresa del sindaco Antonietta Casciotti e dell'assessore alla pubblica istruzione Francesca Di Matteo che in una nota hanno scritto: «Dal 1°ottobre i nuovi iscritti potranno essere inseriti». Un annuncio quasi inaspettato visto che, soltanto 24 ore prima, ai genitori che sulla pagina ufficiale del Comune chiedevano spiegazioni il sindaco aveva detto: «Nel rispetto delle somme stanziate nel bilancio di previsione 2020/21 è possibile far accedere 35 alunni, per il 2021 si provvederà diversamente».
Costretti ad emigrare
Una risposta che fotografava appieno la situazione ma che di fatto non aveva placato la protesta dei genitori: «Per fortuna hanno accolto mia figlia a Tortoreto dice una mamma, Silvia peccato io risieda ad Alba. La mattina devo logicamente uscire di casa parecchio tempo prima ma non avevo scelta, o lascio il lavoro oppure devo appoggiarmi ad un altro Comune». Come lei altre 15 mamme i cui figli sono rimasti fuori.
Il Covid non c'entra
Stavolta però l'emergenza sanitaria e le misure anti Covid non c'entravano. Il capitolato d'appalto della gestione prevede infatti che la struttura ospiti fino a 60 alunni. Questo significa che se il Comune avesse stanziato nel bilancio di previsione una cifra maggiore, oggi, disagi e polemiche non esisterebbero. Ma ieri, per buona pace di chi si è visto costretto a lasciare i propri figli a casa, è arrivata la buona notizia. «L'impegno è tutto incentrato nel recupero di somme aggiuntive dice l'assessore Di Matteo rispetto ad uno stanziamento di bilancio commisurato ad un numero consolidato negli anni precedenti di minori iscrizioni. Dal primo ottobre i nuovi iscritti potranno essere inseriti. Accogliamo con soddisfazione l'accresciuta fiducia verso un fondamentale servizio comunale».
Colpa del boom di richieste
Chiaro il riferimento alle 51 richieste di iscrizione di quest'anno, praticamente il doppio di quelle dello scorso anno. A questa situazione va ad aggiungersi la questione della scadenza della convenzione. Quella di 4 anni da oltre 2milioni di euro è scaduta il 31 luglio del 2019, prorogata prima al 31 gennaio 2020 e poi fino al 31 luglio. Ad agosto c'è stata una nuova proroga fino al 31 gennaio 2021 come recupero per i mesi in cui l'asilo è rimasto chiuso durante l'emergenza sanitaria. Il Comune adesso dovrà prevedere una nuova gara d'appalto considerato che la cooperativa Città Futura ha in gestione la struttura soltanto fino a gennaio del 2021.
Davide Crisci
© RIPRODUZIONE RISERVATA