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31/01/2020

Il bando è svantaggioso? Non può essere annullato

La Nuova Sardegna - di Nadia Cossu

Società si aggiudica 245 ettari in affitto ma il Comune di Bonorva revoca la gara Il Consiglio di Stato: «La mancanza di convenienza andava valutata prima»
di Nadia CossuwSASSARIAvevano partecipato a un bando pubblico e si erano aggiudicati la gara per realizzare un bel progetto nei 245 ettari di terreni (riuniti in un unico comprensorio) che il Comune di Bonorva aveva "ereditato" dalla Pia Fondazione Manai e che aveva deciso di dare in affitto. In quel progetto (che tra le altre cose prevedeva il recupero e la valorizzazione della cultura alimentare sarda e di quella locale bonorvese in particolare) avevano già investito dei soldi, avevano creato una società ad hoc per realizzarlo - "Sa Colvula s.s." - avevano anche contattato alcuni fornitori e ricevuto un finanziamento da impiegare in un'attività collegata al contratto da stipulare con l'amministrazione. Ma, a un certo punto, il Comune di Bonorva dispone la revoca degli atti di gara sostenendo che il presidente della commissione giudicatrice era incompatibile a svolgere le funzioni. "Sa Colvula", attraverso gli avvocati Marcello Bazzoni e Vittore Davini, presenta ricorso al Tar che lo accoglie e stabilisce che la gara è legittima. Quando il giudizio è ancora pendente la giunta comunale di Bonorva prende un'altra iniziativa. Affida a un agronomo l'incarico di verificare se ci fossero ancora le condizioni finanziarie per procedere alla cessione in affitto dei terreni alle condizioni previste dal bando di gara. O se sarebbe stato meglio pensare a una diversa strategia. E proprio sulla base della relazione tecnica acquisita, il Comune fa un brusco passo indietro scegliendo di revocare quella stessa gara "per mancanza di convenienza" (economica). La giunta cioè - ad aggiudicazione conclusa - aveva cambiato idea, e aveva deciso che forse sarebbe stato più vantaggioso vendere una parte di quei terreni e l'altra frazionarla in lotti più piccoli da concedere in affitto.Una decisione che, come è facile immaginare, rischiava di mandare in frantumi gli ambiziosi e nobili obiettivi della società agricola Sa Colvula (il suo progetto avrebbe creato anche occupazione). I soci, sempre attraverso i legali Bazzoni e Davini, hanno presentato un secondo ricorso al Tar impugnando la delibera della giunta. Il tribunale amministrativo regionale lo ha accolto e ha disposto l'annullamento delle deliberazioni comunali. Ma il verdetto è stato appellato dal Comune di Bonorva che si è rivolto al Consiglio di Stato. E anche questo pronunciamento è andato a favore della società Sa Colvula. I giudici, tra le altre cose, spiegano che «l'amministrazione comunale era in condizione, già prima dell'indizione della procedura di gara, di sapere che avrebbe potuto conseguire ricavi maggiori dalla vendita e dall'affitto frazionato dei terreni rispetto all'affitto dell'intero compendio a un unico soggetto». E ha anche aggiunto che la revoca della gara era, più che altro, «un ripensamento per ragioni di mera opportunità...».«Una sentenza - spiegano gli avvocati - che fissa alcuni punti fermi a tutela dei cittadini e degli operatori economici, il cui affidamento (tutelato anche dalla normativa e giurisprudenza comunitaria), come aggiudicatari di una gara, non potrà essere vanificato da valutazioni a posteriori delle amministrazioni, circa la convenienza delle scelte a suo tempo compiute, poiché questo, altrimenti, porrebbe i cittadini in balia delle scelte della pubblica amministrazione, imprevedibili e inafferrabili».