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26/08/2018

IL BANCO DI PROVA

QN - La Nazione

L'EDITORIALE di FRANCESCO CARRASSI
[ ] SI PARLA perfino di tornare a nazionalizzare le gestioni autostradali da parte di uno Stato che non riesce neppure a controllare e a controllare se stesso. E' più logico, realisticamente, procedere alla rivisitazione delle regole del gioco. Come accadeva nella storia: il Governo-Principe concede al privato il privilegio in monopolio di un bene dello Stato ma, diversamente da allora, si accontenta di un ritorno più che marginale rispetto alle entrate del beneficiato. Il tutto consentito e benedetto da un sistema di consociativismo politico ed economico che si mostra in tutta la sua fragilità. L'altro fronte che si è aperto, insieme alla sicurezza di ponti e viadotti, è quello della sicurezza sulla strade. Da decenni di parla di trasferire importanti quote del traffico merci dalle strade alle ferrovie, da decenni si parla della autostrade del mare. Il trasporto via terra continua intanto a coprire una quota che supera il 90 per cento. C'è il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, dal porto della Spezia a Parma, per esempio, che attende da quarant'anni di essere realizzata. Guardiamo in faccia la realtà. La verità è che non siamo più capaci di far partire delle opere, tanto che va riconosciuto che il Codice degli Appalti, scritto nella logica del sospetto, come risultato, è riuscito, al di là di ogni valutazione, ad appesantire le già ingarbugliate procedure per cui non aiuta certo a fare. Se per combattere la corruzione dobbiamo bloccare il Paese torniamo a regole più lineari e snelle e lasciamo che sia la magistratura a perseguire i corrotti dando ai giudici gli strumenti reali ed efficaci per farlo.

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