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07/10/2018

Igeco e appalti dei rifiuti Regione: «Un tavolo urgente Valuteremo caso per caso»

Il Nuovo Quotidiano di Puglia

Il vertice
di Alessandro CELLINI
Sarà una riunione a fare chiarezza nella difficile e intricata vicenda che ha coinvolto Igeco, l'azienda colpita di recente da una interdittiva antimafia, e nel suo rapporto con i Comuni che la vedono in prima fila nel servizio di raccolta dei rifiuti. Ad annunciarla è Gianfranco Grandaliano, commissario dell'Agenzia regionale per la gestioned dei rifiuti (Ager) che prova così a mettere ordine in una situazione confusa. «Procederemo a convocare un tavolo tecnico a cui parteciperanno anche i sindaci, molto probabilmente per la prossima settimana - dice Grandaliano - per valutare il da farsi, anche con l'ausilio dei tecnici responsabili degli appalti. E faremo il punto della situazione per quanto riguarda i Comuni pugliesi e il loro rapporto con Igeco. Si tratterà di verificare caso per caso se ci sono criticità ed eventualmente come superarle. Bisogna sottolineare - aggiunge il commissario che non sono in discussione i contratti in corso, perché non c'è una decadenza automatica rispetto a quanto stabilito dalla Prefettura di Roma nell'interdittiva. Piuttosto, il problema riguarda chi è in proroga oppure quei contratti prossimi alla scadenza».
Per quanto riguarda i comuni in provincia di Lecce, andrà comunque fatto un approfondimento ad Arnesano, Monteroni, Carmiano, Ruffano e Taurisano, laddove, cioè, Igeco gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti. E anche nelle aree gestite dagli Ambiti di raccolta ottimale (Aro) Lecce 2 e 10, dove risulta vincitrice di una gara d'appalto. In particolare, nell'Aro 2 (che comprende i comuni di Melendugno, Calimera, Caprarica, Castrì, Cavallino, Lizzanello, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama e Vernole) non è stato ancora firmato il contratto. Per questo Marco Potì, sindaco di Melendugno, comune capofila, vuole attendere ulteriori sviluppi prima di prendere decisioni.
Nel provvedimento della Prefettura di Roma viene stigmatizzato anche l'uso reiterato dello strumento della proroga, riguardo al servizio di raccolta dei rifiuti. Uno strumento frutto forse di malinteso e che ha presentato, negli anni, notevoli criticità. «Stiamo cercando di mettere fine a questo sistema - aggiunge Grandaliano - derivato da una errata interpretazione della norma regionale. Ma la legge diceva che si potevano fare gare ponte in attesa del gestore unico, come ad esempio è successo a Casarano. Interverremo per censurare eventuali comportamenti non corretti ed eventualmente per sanzionarli. È chiaro - conclude il commissario dell'Ager - che non è possibile continuare con le proroghe: prima di tutto perché è un comportamento contrario alla normativa sugli appalti; e in secondo luogo perché in questo modo rimangono in piedi servizi non in linea con le reali esigenze. Ecco perché stiamo mettendo faticosamente mano a tutto il sistema».
La patata bollente, però, al momento è la situazione davvero poco chiara causata dall'interdittiva antimafia alla Igeco. E su quella si dovranno concentrare i tecnici e gli esperti dell'Ager, nella prossima riunione. Anche perché resta una grossa incognita sulla prosecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti in tutti quei casi in cui è presente la Igeco. E ad ingarbugliare ulteriormente la situazione potrebbe arrivare, a breve, il ricorso al Tar dell'azienda contro il provvedimento prefettizio.

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