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09/06/2020

Icardi: «In emergenza è accaduto di tutto e di più»

Corriere della Sera - S. Lor.

intervista all'assessore
«È indegno speculare sulla salute dei cittadini», dice l'assessore alla Salute della Regione Icardi, ammettendo la difficoltà di controllare gli appalti durante l'emergenza Covid.

a pagina 4

«È indegno speculare sulla salute delle persone». L'assessore alla Sanità Luigi Icardi è diretto. Non usa giri di parole se si parla di corruzione. L'ultima inchiesta della Finanza ha svelato quello che gli inquirenti definiscono «un sistema diffuso» di gare d'appalto truccate per le forniture negli ospedali. Nelle stesse ore cominciavano le verifiche sui bandi indetti per far fronte all'emergenza Covid. Due vicende che non sono collegate, ma che sferzano i pensieri dell'assessore: «Purtroppo non esiste un vaccino. Il Piemonte ha un bilancio della sanità che supera gli 8 miliardi. È chiaro che quando girano così tanti soldi il pericolo di corruzione cresce».


Lei ha parlato della necessità di aumentare gli anticorpi: in che maniera?


«Ho creato il settore "Anticorruzione e Vigilanza sui contratti e sulle strutture": dobbiamo dotarci di un apparato che protegga i soldi dei contribuenti e dissuada chi vuole fare il furbo. Parlo di persone strutturate che siano in grado di operare con tecniche investigative, senza sostituirci alle forze dell'ordine. Il prossimo passo sarà quello di centralizzare il più possibile gli acquisiti. È odioso vedere che si spende di più perché qualcuno ne approfitta».


Questo per il futuro. Ma in questi mesi di emergenza Covid quali misure avete adottate?


«La centrale acquisti dell'Asl To3 ha fatto un grande lavoro di prevenzione. Abbiamo evitato truffe e azioni illegali. È stato anche attivato un servizio di ingegneria clinica che ha respinto il materiale non conforme. Ma nella fretta qualcosa può essere sfuggito. In una situazione di scarsità enorme di dispositivi di protezione individuali, i prezzi sono aumentati. E siamo stati costretti a piegarci al mercato».


Insomma, qualcuno ci ha marciato sopra...


«Direi quasi tutti. Soprattutto sulle piccole e medie forniture. Sulle gare da svariati milioni di euro, diversamente, la concorrenza mantiene contenuti i costi. In emergenza, però, è successo di tutto e di più».


Durante l'epidemia abbiamo visto l'abnegazione di medici e infermieri, ma le inchieste ci mostrano anche personale sanitario che lucra sulla salute.


«Certo, è contradditorio. Ma su 55 mila dipendenti, la stragrande maggioranza appartiene alla prima categoria e qualcuno alla seconda».


Come dire che ci sono mele marce in tutti i settori.


«È una questione culturale. Ne ho avuto un esempio: quei pochi dispositivi di protezione che riuscivamo ad acquistare abbiamo dovuto centellinarli perché sparivano. E magari poi venivano rivenduti».


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