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06/04/2021

«I sopralluoghi digitalizzati la mia idea è ora una realtà»

Il Mattino

Maria Marino
Emanuele Tirelli
È un servizio unico, centralizzato e di facile accesso, sempre disponibile e interattivo. Serve a digitalizzare i sopralluoghi nelle gare d'appalto e l'ha creato la maddalonese Maria Marino con la sua start up Itaprosol, che ha sede operativa a Caserta. I feedback positivi ricevuti all'inizio dell'attività si sono trasformati in uno slancio nell'ultimo anno, non solo perché gli enti e le imprese hanno compreso gli enormi vantaggi di questo sistema, ma anche perché le restrizioni e i timori dovuti al Covid-19 hanno reso necessari i distanziamenti e ridotto i contatti all'osso. Così, uno strumento creato quando la pandemia non aveva fatto ancora la sua comparsa, è diventato prezioso perché risponde ancora di più a tutte le esigenze di un adempimento alla base di molte procedure.
«Ho lavorato nel campo degli appalti pubblici e dei servizi alle imprese, e mi sono accorta delle difficoltà di gestione dei sopralluoghi che spesso coinvolgono anche più di 100 soggetti. Così ho pensato a uno strumento capace di rendere queste dinamiche più snelle, conservando però tutti gli elementi più importanti».
La squadra della fondatrice Marino è formata da Giovanni Forlastro, Valentina Di Nuzzo, Alfonso Marino e Fabio Miele. Quando è nata Itaprosol è stata inclusa nell'hub 012Factory che l'accompagna e la segue con i suoi servizi. Nata nel 2018, solo nel 2019 ha iniziato a presentare i suoi progetti agli enti potenzialmente interessati, tra i quali oggi c'è pure Tangenziale di Napoli.
«Il sopralluogo è diventato virtuale. Dematerializziamo i luoghi e trasformiamo tutto in un contenuto che viene caricato e gestito sulla nostra piattaforma. Concludiamo dei contratti di uno o due anni con gli enti interessati che ci informano di tutte le gare d'appalto che vogliono indire in quel lasso di tempo. Provvediamo alla digitalizzazione e in questo modo le aziende che vogliono partecipare alla gara possono completare la procedura sulla nostra piattaforma. Riduciamo lo stress organizzativo, abbattiamo i tempi di spostamento e condensiamo quelli di procedura. Calano pure gli esborsi economici, e lasciamo all'ente una memoria storica che potrà utilizzare anche successivamente. Ci sono pure delle ricadute positive su trasparenza e concorrenza, e la gara assume ancora di più un aspetto transfrontaliero».
C'è poi uno sguardo all'ambiente che non va sottovalutato. «Nel 2019 in Italia sono state indette 160 mila gare d'appalto. Consideriamo che quasi il 50 per cento prevede il sopralluogo obbligatorio e ci rendiamo conto di quanti spostamenti sono stati e continuano ad essere necessari. Abbiamo analizzato un caso concreto di una gara a Melfi con 109 imprese partecipanti: sono stati percorsi 33 mila chilometri, con un'immissione di 11,2 tonnellate di Co2. Il nostro modello porta quasi ad azzerare l'impatto ambientale, perché a spostarci siamo soltanto noi di Itaprosol, mentre tutti gli altri possono restare nei propri uffici».
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