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22/01/2019

«I soldi ci sono, ora i Comuni si muovano a fare gli appalti»

Il Giornale di Vicenza

L'APPELLO CONFARTIGIANATO. Vincoli precisi sui tempi da rispettare: «Già scritto ai sindaci»
Scuole, strade, edifici e patrimonio Il bilancio statale assegna contributi
MESTRE (VE) Questa volta i soldi ci sono, e riguardano qualcosa come il 93,2% dei Comuni veneti: adesso occorre fare le gare e dare lavoro alle aziende. È il messaggio lanciato da Confartigianato Veneto dopo che sono stati resi noti i Comuni destinatari «di risorse per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale» grazie alla legge di Bilancio statale 2019 uscita a fine anno in Gazzetta ufficiale.«Una grandissima opportunità per 532 sindaci su 571 di avere a disposizione tra i 40mila ed i 100mila euro (in base alla dimensione) per investimenti in opere pubbliche di manutenzione che potranno animare l'economia edile del loro territorio». L'appello è del presidente Agostino Bonomo di Confartigianato Veneto. «È una delle novità che consideriamo positive della legge di Bilancio - spiega - e ora avviamo una massiccia azione di sensibilizzazione verso i sindaci, a cui stiamo scrivendo, e verso i nostri associati edili per descrivere l'occasione».La legge contiene infatti alcune misure che assegnano ai Comuni, nel limite di 400 milioni, contributi per investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. E indica modalità e tempistiche per rendere la norma operativa. Il 14 gennaio, segnala ancora Confartigianato, è già stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il comunicato relativo alla pubblicazione del decreto attuativo. E c'è da correre.Ai Comuni fino a 20 mila abitanti vanno 394,5 milioni: il 50% del contributo «previa verifica dell'avvenuto inizio dell'esecuzione dei lavori» e l'alta metà «dopo la trasmissione del certificato di collaudo al Ministero dell'interno».L'esecuzione dei lavori deve iniziare entro il 15 maggio: «In caso di mancato rispetto del termine dell'inizio dell'esecuzione dei lavori o in caso di utilizzo parziale dei contributi, le risorse assegnate vengono revocate, in tutto o in parte, entro il 15 giugno da parte del Ministero dell'Interno e redistribuite agli altri Comuni, che dovranno avviare i lavori entro il successivo 15 ottobre».Attenzione: per ottenere i soldi «i Comuni devono proporre investimenti aggiuntivi rispetto a quelli già indicati nei piani triennali» Inoltre i contributi «sono diversificati in base al numero degli abitanti»: 40mila euro per i Comuni fino a 2mila abitanti, 50mila euro a quelli fino a 5mila abitanti, 70 mila euro a quelli fino a 10 mila abitanti e 100mila euro a quelli fino a 20 mila abitanti.«È indubbio - conclude Bonomo - anche alla luce della modifica del Codice degli appalti introdotta con la legge di Bilancio, che prevede l'innalzamento della soglia per l'affidamento diretto dai 40mila ai 150mila euro, che la ripartizione tra i Comuni di queste prime risorse destinate agli investimenti potrebbe avere un impatto positivo sulla partecipazione delle micro e piccole imprese agli appalti relativi alle piccole opere pubbliche». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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