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25/04/2020

I sindaci vogliono pieni poteri

ItaliaOggi - FRANCESCO CERISANO

GUIDA MANAGERIALE ALL'EMERGENZA VIRUS/ Le richieste per la ripartenza
Opere, modello Genova. Affi damenti diretti a 100 mila €
Isindaci vogliono pieni poteri per far ripartire il Paese. E sul modello di quanto accaduto a Genova per la ricostruzione del ponte Morandi, chiedono di diventare super commissari per sbloccare le opere pubbliche essenziali e riaprire i cantieri. Non solo. Ritengono indispensabile la proroga delle norme derogatorie al Codice appalti previste dal decreto Slocca cantieri dell'anno scorso e la possibilità di disporre affi damenti diretti fi no a centomila euro. «Fidatevi dei sindaci, non solo a parole», è l'appello lanciato dai sindaci metropolitani di Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Bari, Palermo, Catania, Venezia, Cagliari, Reggio Calabria, al termine di una riunione presieduta dal presidente dell`Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro e coordinata dal sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Sulla riapertura, ormai imminente», sottolineano i sindaci, «è indispensabile fare chiarezza per poterci consentire di programmare una ripresa in sicurezza. Se le mascherine saranno obbligatorie per uscire bisogna disporlo e bisogna procurarle, fi ssare un prezzo e darle a chi non può pagare. Per poter andare a lavorare in autobus o in metro, si deve decidere la nuova capienza dei mezzi e si deve dire di quanto si riduce». Durante i lavori della cabina di regia tra governo ed enti locali, tenutasi mercoledì sera, Decaro ha indirizzato al governo la richiesta di regole uniforme per la riapertura, onde evitare fughe in avanti soprattutto da parte di quelle regioni (Veneto in primis) che premono per riaprire dal 27 aprile quei settori (manifatturiero, cantieri edili, commercio, moda) per cui sono stati fi rmati i protocolli di sicurezza tra governo e sindacati. «Si tratta di una platea di attività produttive che interessa potenzialmente 3,5 milioni di lavoratori a cui dovranno essere garantite certezze su orari, modalità di raggiungimento del posto di lavoro, welfare familiare e sanità», ha osservato il vicepresidente Anci Roberto Pella. «Non dimentichiamo l'impatto che una riapertura delle attività produttive potrebbe avere sulle famiglie visto che le scuole resteranno chiuse. E non dimentichiamoci che c'è una parte d'Italia, quella dei piccoli comuni dove la banda larga non esiste e che è tagliata fuori dalle video lezioni e dalla didattica online. Per non parlare poi degli ospedali territoriali che andranno potenziati perché soprattutto nei piccoli comuni l'ospedale più vicino è distante 20-30 km ed necessario garantire l'assistenza dei malati a domicilio». © Riproduzione riservata