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04/01/2019

I sindaci: «Stop alla burocrazia per salvare i paesi di montagna»

Il Mattino di Padova

Sedici primi cittadini hanno chiesto mani libere negli interventi di risanamento del territorio colpito dal maltempo in ottobre l'incontro nei comuni flagellati da piogge e vento
Alleghe. «Liberateci dalla burocrazia». È questa la richiesta al Governo che i 16 sindaci dei paesi dell'Agordino colpiti dal maltempo dell'ottobre scorso hanno rivolto al vice premier Luigi Di Maio, al termine del sopralluogo del ministro pentastellato nelle zone danneggiate, e che si concluderà questa mattina. Una burocrazia che pare far paura quanto l'alluvione stessa. «Il più grande nemico per la messa in sicurezza del territorio è la burocrazia» ha concordato Di Maio, raccogliendo più volte l'applauso degli amministratori convocati da Sirio De Biasio, primo cittadino di Alleghe. «Le sue sono parole rassicuranti, fanno ben sperare», ha osservato più d'uno dei sindaci presenti, soprattutto quando il vicepremier ha sostenuto che «si troverà il modo, lo strumento di fare arrivare i fondi», aggirando il mostro-burocrazia. «Ci sarà un contributo diretto - ha detto - e non come credito d'imposta, come indennizzo diretto alle imprese. Una norma da inserire nel decreto semplificazioni. Ora la grande sfida è mettere mani al codice degli appalti. Non sarà semplice». «Sono qui per ascoltare per poi poter agire per il meglio a livello di Governo», ha risposto Di Maio al sindaco di Cencenighe, Mauro Soppelsa, quando questi ha ribadito che da parte dei comuni «è stata messa tutta la forza che potevano avere. Il nostro timore è il futuro: i finanziamenti e la burocrazia. La primavera è vicina».Il primo cittadino di Val di Zoldo ha chiesto invece che «vengano ripristinate le Province, enti importanti per le comunità montane, piccole e sparpagliate», mentre il collega di Agordo Sisto Da Roit ha detto che per il futuro della montagna c'è bisogno di una programmazione e di una visione a lungo respiro, con risorse economiche in sintonia con gli obiettivi».Il sindaco di Selva di Cadore ha posto invece l'accento sulla necessità di avere deroghe per i «Comuni piccoli, per esempio sulla mobilità», mentre da Valle Agordina è stato fatto notare che «le opere di contenimento sono state fatte dopo l'alluvione del 1966 e ora necessitano di un rinforzamento per evitare frane in tutte le valli alpine del Bellunese».Ad accompagnare il vicepremier Di Maio c'era Federico d'Incà, deputato del M5S di Trichiana e insieme hanno incontrato il sindaco di Alleghe Siro De Biasio e il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo, Paolo Giovanni Zanin, per fare il punto della situazione post alluvione. «È un grandissimo piacere vedere che la politica mantiene le promesse - dichiara Federico D'Incà - Abbiamo donato all'Istituto Comprensivo di Alleghe 8.000 euro. Dalla campagna elettorale del 4 marzo, finanziata dalle donazioni dei cittadini che ci hanno sostenuto, abbiamo avanzato dei soldi che abbiamo deciso di donare alle aree del nostro Paese che sono in difficoltà. Un gesto concreto di solidarietà». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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