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06/07/2021

I sindaci-parafulmine protestano in piazza «Sempre colpa nostra regole da cambiare»

Il Tirreno - Paolo Nencioni

Il pratese Matteo Biffoni, presidente dell'Anci Toscana: «Ovvio che non si trovino candidati: chi glielo fa fare?» MANIFESTAZIONE PER "LA DIGNITÀ DEI PRIMI CITTADINI"
Paolo NencioniMatteo Biffoni, sindaco di Prato, è presidente della sezione toscana dell'Anci, l'associazione dei Comuni italiani. Ci sarà anche lui mercoledì a Roma, insieme con 600 colleghi, alla manifestazione indetta per difendere la "dignità dei primi cittadini" e chiedere correttivi alle norme nazionali per poter lavorare con maggiore serenità. A far scattare la protesta è stato il caso della sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, che l'8 giugno ha ricevuto un avviso di garanzia perché in ottobre un bambino che frequenta la scuola materna si era schiacciato due dita nel cardine di una porta. Il bimbo si fa male in una scuola comunale e la sindaca si trova in tribunale a rispondere di questo "incidente". Un caso limite, forse, ma che sintetizza le responsabilità che ricadono sulle spalle dei primi cittadini, spesso lasciati soli sul territorio ad affrontare i problemi. Di sicuro è stata l'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso.Sindaco, dopo sette anni di mandato, si sente anche lei un po' un parafulmine?«Effettivamente sì, un parafulmine e un "punching ball", quell'attrezzo che si prende tutti i cazzotti. Noi sindaci siamo costantemente in contatto con i cittadini e siamo abituati a farci carico delle grane che capitano tutti i giorni, ma a tutto c'è un limite. Intendiamoci, le Procure fanno il loro mestiere, il problema è la legge, certe norme che dovrebbero essere cambiate. Quando la sindaca Appendino a Torino si becca una denuncia perché un gruppo di rapinatori di strada spruzza spray al peperoncino in piazza, oppure la sindaca Vincenzi a Genova viene indagata per una persona annegata in un torrente in piena, io penso che ci sia qualcosa che non va. Diventa difficile capire dove finisce la responsabilità del sindaco e dove iniziano le responsabilità penali. Non c'è solo il caso di Crema, insomma».E dunque come sindaci che cosa chiederete al governo con la manifestazione di mercoledì?«Presenteremo un documento elaborato dal Consiglio nazionale dell'Anci nel quale ci sarà la richiesta di cambiare alcune norme del Codice degli appalti, per i lavori di minore entità; di rivedere le norme sull'abuso d'ufficio per poter lavorare più serenamente. Altre richieste verranno formulate in base a quello che verrà fuori in assemblea».Il sindaco di Bari, Decaro, ha portato un esempio illuminante: in certi casi quando si trova a firmare un documento ha il timore di commettere un abuso d'ufficio, ma se non lo firma rischia l'omissione d'ufficio. Insomma, in qualunque modo si muova, rischia di commettere un reato.«Succede anche a me, a tutti i sindaci forse. Cerchiamo di leggere tutti gli atti che arrivano alla firma, ma non sempre è possibile. Dobbiamo fidarci dei nostri dirigenti, altrimenti non si va avanti».Qual è lo stato d'animo dei sindaci oggi?«Serpeggia un certo nervosismo, delusione, soprattutto scoramento. Spesso non ci sentiamo presi adeguatamente in considerazione. Faccio un esempio: i decreti sicurezza ci danno ulteriori responsabilità ma poi quando chiediamo di modificare l'ordinamento della polizia municipale scopriamo che ci sono sette proposte di legge che languono in Parlamento. La nostra polizia municipale, come tutte, non ha l'accesso alla banca dati Sdi (una banca dati che contiene le informazioni acquisite da tutte le forze dell'ordine nel corso di attività amministrative e di prevenzione o repressione dei reati, ndr). Dobbiamo chiedere un piacere ai carabinieri quando ci servono certi dati».Quando a dicembre a Prato fu inaugurato il Centro Covid Pegaso, realizzato in un mese, lei ebbe modo di dire che ci sarebbe bisogno di norme più snelle per evitare che i lavori pubblici durino anni.«E ne sono ancora convinto. Tra dicembre e gennaio un costruttore pratese ha aggiunto due ali all'ospedale in 40 giorni. Noi sindaci invece in tempi normali per fare una piscina impieghiamo anni. I cittadini vengono da noi rappresentando un'esigenza e noi non siamo in grado di dare risposte veloci ed efficaci perché siamo ostacolati da centinaia di norme. Oppure ci scontriamo coi pareri della Soprintendenza alle Belle arti o di qualche altro organo dello Stato al quale non possiamo sostituirci».A quanto ammonta il suo stipendio?«Io riscuoto 3.600 euro al mese, che non sono pochi ma nemmeno molti se paragonati al settore privato, per esempio di un amministratore di un'azienda con mille dipendenti».È assicurato contro i rischi del mestiere?«Sì, ma l'assicurazione me la pago io, 1.600 euro all'anno».Forse è per questo che ci sono difficoltà a trovare candidati sindaci nelle grandi città, ma anche nei Comuni molto piccoli?«Credo di sì. Nelle grandi città le grane e i rischi sono decuplicati, nei piccoli Comuni il sindaco guadagna molto meno e corre comunque i suoi rischi. Molti si chiedono "ma chi me lo fa fare?"». --© RIPRODUZIONE RISERVATA