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05/06/2019

I ritardi infiniti dei tanti cantieri mai aperti Delle Noci (Cisl) attacca burocrazia e Governo

La Gazzetta Del Mezzogiorno

«Possono cambiare la qualità della vita del territorio ma prevalgono egoismi locali e nazionali»
RITA SCHENA l «Il settore edile è basilare per la nostra economia locale, se il Governo ritarda ancora, e i cantieri non vengono sbloccati, sarà il tracollo». Non usa giri di parole Antonio Delle Noci , segretario generale Filca Cisl Puglia che qualche giorno fa ho organizzato un convegno su «Infrastrutture e rete», l'occa sione per fare il punto della situazione locale. (È notizia di ieri che sembra trovato l'accor do sullo sblocca cantieri tra M5s e Lega). Segretario a livello regionale sono una cinquantina i cantieri fermi, nel Barese qual è la situazione? «Su Bari sono almeno 5 le opere importanti, con finanziamenti già approvati e che ancora non vedono luce: l'allargamento della statale 16 tra Bari e Mola; la colmata di Marisabella al porto; la famigerata camionale; il raddoppio della linea ferroviaria Bari-Bitetto; il nuovo ospedale tra Monopoli e Fasano. Inoltre, sempre come opere finanziate dai Por 2014-2020, ci sono i lavori ai tanti depuratori di ogni comune. Solo per quello di Polignano ci sono stanziati 11 milioni, complessivamente sono 300 milioni per tutta la regione». CISL Antonio Delle Noci Se i soldi ci sono cosa ferma i lavori? «Il problema generale è sicuramente la burocrazia. Siamo tutti in attesa che al Governo smettano di discutere e questo benedetto "de creto sblocca cantieri" veda la luce. Poi ci sono problemi di carattere locale. Prendiamo l'al largamento della Bari-Mola, stiamo parlando di un investimento stanziato di 250 milioni di euro, ma la verifica del rispetto dei vincoli paesaggistici ha di fatto fermato tutto almeno sino al 2021. Poi la colmata di Marisabella, 50 milioni stanziati, doveva iniziarsi nel 2008, poi si è passati al 2011, ora le attività sembra siano cominciate. Sarà un'opera importante per ridefinire nuovi servizi all'interno dell'area portuale e per connettersi con la famigerata camionale...». Proprio ieri il sindaco Decaro ha detto ad un incontro in Confindustria che il finanziamento c'è e la camionale si farà. «Stiamo parlando di 250 milioni per un'ope ra che ridisegnerà tutta la città, dando vita ad una nuova visione, creando un collegamento tra la zona industriale non solo barese e il porto. Il traffico dei tir verrà canalizzato e non affogherà più la città. Le nostre grandi industrie potranno imbarcare le loro merci dal porto di Bari invece di arrivare a Salerno o Napoli. Speriamo che i lavori inizino, di annunci ce ne sono stati tanti in questi anni. Lo scetticismo è molto forte tra gli imprenditori». Una visione di città con l'avvicinamento delle periferie che è anche nel raddoppio ferroviario tra Bari e Bitetto. «Realizzare questo collegamento significherebbe che i residenti al quartiere Stanic potrebbero raggiungere con i mezzi pubblici il centro in 8 minuti. Peccato che un'opera che doveva finire nel giugno del 2018 ancora deve avviarsi». I nodi sono di carattere burocratico o anche di resistenze locali? «Entrambe. Sicuramente gli egoismi locali fanno la loro parte, fermando opere che invece avrebbero forti ricadute sulla quotidianità dei cittadini e migliorandone molto la qualità della vita. Un ulteriore problema è però anche la presa di posizione di questo Governo che punta ad azzerare il codice degli appalti. Noi come sindacato a questo ci opporremo. Sarebbe come tornare nella giungla. Possiamo vedere di rivedere il sistema, ma le garanzie di trasparenza devono rimanere».