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02/05/2020

I Riformatori: «Il Codice degli appalti strozza le imprese isolane»

Unione Sarda

I Riformatori: «Il Codice degli appalti strozza le imprese isolane»
Una mozione per eliminare i tempi biblici delle gare pubbliche
In Sardegna la ripartenza deve passare per la riattivazione delle opere pubbliche, anche con forti iniezioni di liquidità, ma questo può avvenire solo superando l'attuale codice degli appalti. La proposta è contenuta in una mozione che il gruppo dei Riformatori ha depositato ieri in Consiglio regionale. «Le norme sugli appalti rappresentano il freno maggiore all'utilizzo di ingenti risorse pubbliche», ha spiegato Michele Cossa, «un problema sistemico intollerabile rispetto alla fase che stiamo vivendo, considerato che il tempo medio per la realizzazione di un'opera varia dai tre anni per quelle di valore più esiguo (fino a 100mila euro), agli oltre 14 per quelle più importanti». Due gli indirizzi da seguire: allineare la legislazione italiana a quella comunitaria e di altri Stati membri come Francia e Germania; spostare i controlli alla fase successiva all'assegnazione dell'appalto, prevedendo pene certe e tempestive per chi non rispetta le regole.
La mozione impegna il presidente della Regione Christian Solinas a elaborare una proposta da presentare in Conferenza delle Regioni e al Governo. Tre obiettivi: il recepimento nell'ordinamento italiano delle tre direttive europee del 2014 che si occupano della materia e attuate in modo "distorto" dall'Italia, l'abrogazione del codice degli appalti, l'adeguamento della normativa regionale. «I tempi lunghi a cui le opere sono sottoposte determina un impatto pesantissimo sull'economia», ha ricordato il capogruppo Aldo Salaris, «e nessuna politica keynesiana può produrre risultati con una normativa del genere». (ro. mu.)