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25/03/2021

I re delle barelle arrestati in Lombardia Vinsero l’appalto anche al Santa Maria

Gazzetta di Reggio - Evaristo Sparvieri

Indagine a Pavia su presunti bandi pilotati. Nel mirino la First Aid One Italia, che gestisce il servizio per l'ospedale reggiano l'inchiesta della finanza
Evaristo Sparvieri REGGIO EMILIA. Ha vinto un appalto ed è tuttora in servizio anche al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia la First Aid One Italia, cooperativa con sede legale a Pesaro e sede operativa a Bollate (Milano) finita nei giorni scorsi al centro di un' indagine a Pavia su presunti appalti truccati per i servizi di trasporto in ambulanza. Un'inchiesta della Guardia di Finanza di Vigevano, che nei giorni scorsi ha portato agli arresti domiciliari Michele Brait, 56enne direttore generale di Asst Pavia, ovvero l'Azienda socio-sanitaria territoriale di cui Brait era alla guida dal 2016 e dalla quale è stato sospeso con un provvedimento della Regione Lombardia.Assieme a lui ai domiciliari, disposti dal gip di Pavia Maria Cristina Lapi, anche il dirigente amministrativo del servizio acquisti e gare, Davide Rigozzi, 39 anni, responsabile unico del procedimento, e i fratelli Antonio e Francesco Calderone, considerati i "re delle barelle", originari di Messina e residenti rispettivamente a Roma e ad Arese (Milano), vincitori di appalti in diverse regioni italiane. Per gli inquirenti, attraverso il ricorso a "teste di legno" i due fratelli sono gli amministratori di fatto della First Aid One Italia, attualmente in servizio anche nell'ospedale reggiano e da qualche tempo attiva con una nuova sede a Cavriago. Ai quattro indagati viene contestata la frode in pubbliche forniture, mentre ai due funzionari pubblici anche la turbata libertà del procedimento in merito all'affidamento di un appalto del 2017 per il servizio di trasporto sanitario in emergenza. Nell'ospedale di Reggio attualmente First Aid One Italia ha fra i 18 e i 20 dipendenti. La sede locale è in viale Risorgimento 80, ovvero proprio al Santa Maria, dove la società ha ereditato un contestatissimo appalto firmato nel 2014 da Croce Amica One Italia Srl, per un importo complessivo di 2,5 milioni in quattro anni, successivamente prorogato e tuttora in essere. A firmare il contratto con il Santa Maria Nuova era stato Luigi Gennari, deceduto a febbraio, in qualità di amministratore unico della Croce One Italia srl: una carica passata anche fra le mani di Francesco Calderone, figura che il gip di Pavia definisce gravata da precedenti penali «di rilevante allarme sociale», che successivamente ha rivestito ruoli anche nella stessa First Aid One Italia. Al bando del 2014 per l'ospedale reggiano - che aveva per oggetto «il servizio di accompagnamento e trasporto interno di pazienti deambulanti ovvero posizionati su sedia a rotelle, barella o letto e trasporto materiale biologico e sanitario da e per il pronto soccorso a/da tutte le unità operative» - l'allora Croce Amica One Italia Srl si aggiudicò l'appalto con un ribasso sul rapporto tra qualità e prezzo che sbaragliò gli altri partecipanti, la Manutencoop di Zola Predosa e la Croce Verde di Reggio. Una gara dagli esiti contestatissimi. Non solo per le reazioni delle altre realtà del settore, ma anche per l'allarme dei sindacati, che subito hanno accusato l'Ausl di avere svenduto il servizio barellieri, esternalizzandolo senza motivo, criticando anche logiche e caratteristiche del bando. Accuse a cui l'Ausl rispose parlando di un risparmio annuo di 220mila euro e assicurando il massimo controllo: «L'esperienza decennale sul servizio trasporti e l'attenta vigilanza che verrà posta sullo svolgimento del servizio rappresentano la garanzia che la nuova gestione non comporterà alcuna diminuzione nella qualità del servizio atteso», la replica nel 2014 alle accuse dei sindacati. --© RIPRODUZIONE RISERVATA