scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
26/06/2021

I progetti in digitale premiano

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

Lo prevede il decreto-legge 77/2021 all'esame della camera per le infrastrutture del Pnrr
Bim: da chiarire la facoltà concessa alle stazioni appaltanti
Progettare le opere del Pnrr con il Bim ( Building Information Modelling ), alla base della trasformazione digitale dell'architettura e delle costruzioni, potrà essere elemento premiale in fase di offerta laddove le stazioni appaltanti lo abbiano previsto negli atti di gara. E' quanto prevede il decreto-legge 77/2021 all'esame della camera, (il decreto Semplificazioni bis o Recovery) per i progetti delle opere previste dal Pnrr, dal Piano nazionale complementare o finanziate con i fondi europei con una norma che però creare qualche dubbio interpretativo. Il governo sembra infatti essersi mosso in un quadro non lineare rispetto all'assetto previsto, in via generale, per tutte le opere pubbliche e adesso l'esigenza di un chiarimento potrebbe emergere in sede di conversione in legge. L'articolo 48, comma 6 del decreto dà facoltà alle stazioni appaltanti di introdurre negli atti di gara misure premiali per gli operatori economici che utilizzano nella progettazione metodi e strumenti elettronici specifici, utilizzabili su piattaforme interoperabili. Al riguardo va però rilevato che in via generale dal 2017 nel nostro paese la scelta del Bim è stata presa con estrema decisione al punto che il vigente d.m. n. 560 (cosiddetto decreto Baratono), peraltro richiamato dallo stesso articolo 48, in attuazione del codice appalti (art. 23) definisce una ben precisa road map che dovrà portare alla progettazione in Bim come obbligo per tutte le opere pubbliche entro pochi anni. Ad esempio, dal primo gennaio 2022 si dovranno progettare con questa modalità tutte le opere oltre la soglia Ue dei 5,4 milioni. Se quindi è questa la regola generale appare non del tutto chiara la norma del decreto 77: per quale ragione di dovrebbe premiare un operatore economico che deve progettare un'opera da 50 milioni se già oggi sarebbe tenuto, per tutti gli interventi non compresi dal decreto 77, a progettare in Bim? A meno che non si voglia intravedere una sorta di marcia indietro tesa a svuotare di significato la disciplina generale del decreto 560, prevedendo di rendere facoltativo il Bim proprio per le opere del Pnrr (nonostante il piano investa tanto sulla digitalizzazione), una possibile lettura della norma potrebbe essere nel senso di promuovere il Bim per gli interventi ancora non soggetti all'applicazione del d.m. 560. Per cui, se un'opera da 3 milioni di euro rientrante nel Pnrr deve essere progettata, la stazione appaltante al massimo potrà premiare chi offrirà il progetto in Bim. D'altro canto, proprio in occasione di importanti interventi come quelli che si dovranno eseguire in attuazione del Pnrr, sembra essere una esigenza indifferibile quella di progettare su piattaforme interoperabili, in grado anche di definire con esattezza le singole responsabilità degli attori coinvolti nei processi decisionali e operativi concernenti al fase progettuale. Quindi: obbligo per le opere già soggette al d.m. 560 e facoltà di attribuire premialità per gli interventi non soggetti al decreto ministeriale ma compresi nel piano italiano. Poco chiaro appare anche il riferimento ad un nuovo d.m. di coordinamento con il d.m. 560 . Piuttosto, quel che ad oggi ancora manca è uno stretto coordinamento fra i contenuti dei livelli di progettazione e gli elementi dei capitolati informativi sulla base dei quali si dovrebbero redigere i progetti in Bim. Così come è del tutto ignorata anche la materia dei compensi per i progettisti, legati a termini di riferimento che non prevedevano il nuovo processo di produzione dei progetti. Per non parlare infine della formazione e digitalizzazione delle amministrazioni che dovranno gestire questi progetti. _ _ _ _ _ © Riproduzione riservata Speciale appalti Tutti i venerdì una pagina nell'inserto Enti Locali e una sezione deidcata su www.italiaoggi.it/specialeappalti