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23/01/2019

I prof e i concorsi su misura: «Sapevano già di vincere»

QN - La Nazione

di STEFANO BROGIONI SCELTI prima ancora che fosse bandito un concorso. Una ricostruzione passo dopo passo, atto dopo atto, effettuata anche attraverso le intercettazioni, l'«asso nella manica» della procura nella «cattedropoli» appena deflagrata che investe l'Azienda Universitaria Ospedaliera di Careggi. La vittoria del concorso da professore associato di Alessandro Della Puppa è uno sviluppo dell'inchiesta nato proprio dall'ascolto da parte della guardia di finanza di conversazioni al telefono e «ambientali». L'indagine, infatti, aveva preso il via dall'esposto presentato dal professor Oreste Gallo, «vittima», secondo l'impostazione della procura, delle politiche a lui avverse della Cia, la Commissione Indirizzo Autovalutazione (organo il cui parere è necessario ma non vincolante), ma è andata oltre. Della Puppa sarebbe stato «fatto vincere»: secondo le imputazioni, il nuovo associato di Neurochirurgia sapeva che avrebbe avuto il ruolo «ancor prima che fosse noto il nome degli altri candidati», e per farlo arrivare avanti a tutti avrebbero «artatamente prediposto parametri di valutazione dei titoli calibrati su di lui, parametri che poi esaminavano, nel confronto con gli altri candidati, a suo esclusivo favore falsando la selezione». Il «pilotaggio» del concorso sarebbe iniziato con l'azione dell'ex dg dell'Auo di Careggi, Monica Calamai (non destinataria di richiesta di misura), che si sarebbe incontrata sia con Della Puppa che con gli altri concorrenti. Opera poi proseguita, sempre secondo le accuse, dal suo successore, Rocco Damone (anch'egli non oggetto di richiesta di interdizione). Materialmente, il bando sarebbe stato «istruito» dal prorettore dell'Area Medica, l'ordinario di chirurgia generale Paolo Bechi (oggi in pensione), che avrebbe anche intrattenuto «rapporti con tutti gli altri e intermediando gli incontri durante i quali venivanno assunte le determinazioni illecite». Il professor Domenico D'Avella, ordinario di neurochirurgia a Padova, e i colleghi della Sapienza di Roma Roberto Delfini e della Humanitas University di Milano Franco Servadei, sono i «giudici» di Della Puppa, e lo avrebbero esaminato, «a suo esclusivo favore». D'Avella, secondo la procura, si sarebbe poi prestato al gioco in quanto, dalla partenza di Della Puppa, a lui inviso, dalla sua Università di Padova, avrebbe avuto posti liberi da veicolare verso altri medici a lui graditi. Anche il posto da ordinario di Daniela Massi ad Anatomia patologica, secondo le accuse, era già deciso. Solo che in questo caso, il «lavoro» contestato dalla procura è stato differente: i membri della Cia (Paolo Bechi, Massimo Innocenti, Marco Santucci, Fabio Cianchi, Donato Nitti, Gabriella Pagavino e Nicola Pimpinelli) avrebbero stravolto la programmazione originale che prevedeva la chiamata di un professore ordinario a Otorinolaringoitria (il posto a cui aspirava lo «sgradito» Gallo), con una «linea comune d'azione a danno di terzi». Lo stesso modo con cui i sette precedenti prof (più Gianni Virgili) della Cia avrebbero cambiato le carte e individuato i posti da assegnare in quello di ricercatore e due professori associati a chirurgia generale, associato a malattie veneree. Posti «privi di titoli prioritari di legittimazione ma così individuati al fine di non riconoscere priorità» ai settori (Ssd Med 31 e Ssd Med 27) del «nemico» Gallo e dell'altro associato Pasquale Gallina. SCHEDA

I nomi

Sono dodici le persone coinvolte nell'inchiesta della procura della Repubblica di Firenze sui baroni di Careggi che sono state colpite anche da misure interdittive della professione


Le richieste

Le richieste di misura interdittiva della procura fiorentina riguardano i camici bianchi Bechi, Cianchi, Della Puppa Innocenti, Santucci, Nitti Pagavino, Pimpinelli e Virgili


SCHEDA

Gli esterni

Richieste di interdizione sono state fatte dal magistrato della procura al tribunale anche nei confronti degli esterni Domenico D'Avella, Roberto Delfini e Franco Servade


Il silenzio

Silenzio stampa di Careggi «al fine di evitare - dice una nota - qualsiasi interferenza con le attività degli organi competenti, in considerazione dell'inchiesta»


SCHEDA

I direttori

Bechi, Innocenti, Santucci, Cianchi, Nitti, Pagavino, Pimpinelli, Virgili, Della Puppa, D'Avella, Delfini e Servadei


Le imputazioni

Solo indagati per abuso d'ufficio (ed esclusi dalla richieste di interdizione) l'ex dg Monica Calamai e il suo successore Rocco Damone