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26/02/2021

I porti liguri snodi cruciali del narcotraffico

La Stampa - G.B.

Relazione della dia
Una fotografia dettagliata delle dinamiche criminali in un semestre segnato dal Covid. Dall'analisi semestrale della Dia, riferita al periodo gennaio-giugno 2020, emerge che le organizzazioni criminali non si sono fermate col lockdown. La centralità degli scali marittimi liguri nelle dinamiche del narcotraffico è confermata dall'aumento dei sequestri di droga, l'anno precedente alla relazione semestrale, del 133,8%. In Liguria è stato sequestrato, grazie al rinvenimento di ingenti carichi nelle aree portuali, il 39,67% di tutta la cocaina intercettata nel Paese. Tentativi di infiltrazione mafiosa nell'imprenditoria ligure trovano tuttora conferma specie nel settore degli appalti pubblici per l'esecuzione di grandi opere e in quello del ciclo dei rifiuti, oltre alla cantieristica navale. Il panorama criminale ligure è fortemente connotato dall'operatività di sodalizi stranieri, principalmente costituiti da extracomunitari irregolari di origine africana, sudamericana e dell'est Europa, operativi a macchia di leopardo in tutte le province. Altro settore d'interesse è il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Segnalata l'operazione «Taken» nei confronti di un'associazione italo-albanese finalizzata alla immigrazione clandestina, con base logistica a Genova e ramificazioni anche a Savona e Imperia. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Pubblicato il report della Dia