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09/04/2020

I porti alla ministra “Non fermateci o si blocca il Paese”

La Repubblica - Massimo Minella

L'appello
● a pagina 9 Racconta Paolo Signorini, presidente dell'authority che unisce i porti di Genova e Savona, che la videoconferenza con la ministra dei Trasporti Paola De Micheli sia stata "molto positiva". Potrebbe essere una frase di circostanza, come a volte accade, ma in realtà da quanto emerso a distanza nel confronto fra la titolare del Mit e i presidenti di tutte le authority italiane pare davvero che si siano poste le basi per un sostegno forte a un settore semplicemente vitale per il Paese. Sfugge a volte che fermare i porti significherebbe in automatico spegnere l'economia di un Paese che riceve e invia la stragrande maggioranza delle sue merci attraverso il mare con destinazione finale proprio le banchine.
«Ci eravamo già sentiti la scorsa settimana quando la ministra ci aveva spronato a focalizzarci con proposte idonee a contrastare questa situazione negativa e a preservare la filiera» spiega Signorini.
Sul tavolo arrivano così differenti ipotesi di lavoro che dovrebbero tradursi a breve in provvedimenti, dai canoni per i terminalisti (al momento due mesi di stop da recuperare più avanti, mentre si lavora per un azzeramento per 5 mesi) alla situazione delle compagnie portuali fino alla possibilità di usare gli spazi demaniali per lo stoccaggio delle merci, con una flessibilità che non si avrebbe in tempi normali. «Il punto di partenza, ribadito dalla ministra e pienamente condivisibile è la tutela della salute dei lavoratori - aggiunge il presidente dell'authority - Su questa priorità ci sarà una nuova circolare che chiarirà tutti gli aspetti connessi ai luoghi di lavoro, ma subito dopo l'attenzione si concentra sulla necessità di preservare la filiera logistica». Signorini sottolinea la massima attenzione della titolare del Mit al tema logistico, collegandolo alle anche alle sue origini. «Il fatto che sia di Piacenza significa che i temi della logistica sono per lei naturali (la città emiliana è uno degli snodi chiave del paese sul fronte logistico n.d.r.) - spiega - In lei è molto forte l'esigenza di scongiurare in ogni modo possibile il blocco delle attività e quindi la messa a punto di una fase due successiva a quella emergenziale.
Non che le prossime settimane e i prossimi mesi saranno di emergenza inferiore, ma dobbiamo batterci tutti quanti affinché la filiera resti sempre attiva».
A marzo nei porti la flessione dei traffici è stata già evidente, con un calo stimato fra il 20 e il 30 per cento e può essere che ad aprile il segno negativo si faccia ancor più marcato. Ma il punto è: evitare in alcun modo che anche un solo attore della filiera logistica possa fermarsi, mandando in evidente difficoltà l'intero sistema. «La filiera è fatta di armatori, terminalisti, portuali, spedizionieri, agenti, trasportatori e tanti altri - riflette Signorini - se si crea una falla per uno solo di questi il rischio è enorme per tutti. Dobbiamo quindi operare per non interrompere mai questo flusso».
Da questo punto di vista le garanzie offerte al tavolo del confronto da parte del governo dovrebbero tradursi a breve in atti concreti. Alla circolare ministeriale sulla salute seguiranno altri atti, anche economico-finanziari.
«C'è un aspetto molto delicato e complesso su cui bisogna riflettere - dice il presidente del porto - ed è quello che riguarda la messa a disposizione di strumenti finanziari per le aziende. Se queste si fermano diventa tutto più complicato. Se invece lavorano, ovviamente a ritmo ridotto vista la situazione, anche la finanza privata può intervenire e per le banche è più facile erogare liquidità».
Fondamentale sarà garantire quindi risorse, sia pubbliche, sia private, in grado di assicurare la continuità operativa dell'intera filiera logistica, decine di migliaia di imprese, moltissime delle quali piccole e medie, che rischierebbero di subire un colpo mortale dal blocco dell'attività.
«Proprio per questo grande valore aggiunto che rappresenta la logistica per il Paese - chiude Signorini - la ministra De Micheli ci ha confermato la messa a disposizione di una massa di risorse pubbliche per sostenere il settore in questa delicatissima fase. Risorse che sono già disponibili e che si possono indirizzare nella strada giusta». Al termine della videoconferenza, infatti, De Micheli ha ufficializzato il via a due distinti tavoli di lavoro, coordinati dai due sottosegretari del ministero dei Trasporti Salvatore Margiotta e Roberto Traversi. Il tavolo di Traversi si occuperà di come "allocare" le risorse pubbliche attualmente disponibili e che derivano dai Fondi per le Infrastrutture, da quelli per lo Sviluppo e la Coesione, oltre ad avanzi di gestione delle authority, mentre il tavolo di Margiotta seguirà le possibili modifiche al Codice degli Appalti per garantire nel rispetto delle norme tempi più rapidi per l'aggiudicazione delle opere.
«Ci sono le condizioni per sostenere il settore nazionale con norme e risorse - chiude Signorini - Fermare la filiera sarebbe grave non solo per l'economia del mare con tutti i suoi soggetti, ma per l'intero Paese».
I numeri
h 15 Le autorità di sistema portuale italiane sono complessivamente 15 secondo quanto stabilito dalla legge di riforma dell'allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio.
Sostituiscono le autorità portuali che erano 24 h 2 fondi disponibili che si possono investire in questa fase di crisi nei porti italiani arrivano a due miliardi di euro e sono la somma di varie voci h 2ono due i tavoli di lavoro avviati dal ministero, il primo sulle risorse pubbliche da investire, il secondo sui possibili interventi e modifiche al codice degli appaltiAl vertice di S. Giorgio
Il presidente dell'autorità del Mar Ligure Occidentale Paolo Signorini che unisce Genova e Savona. Signorini e gli altri presidenti hanno fatto il punto del settore con il ministro De Micheli