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15/06/2021

I nuovi Serrai di Sottoguda pronti nel 2023 «Vaia ha solo rimandato il nostro sogno»

La Tribuna di Treviso - Marcella Corrà

De Bernardin guarda già al futuro: «Danni per 150 milioni nel mio territorio, al lavoro per la sicurezza e per riportare i turisti» Il sindaco e la ricostruzione
Marcella Corrà / ROCCA PIETOREFinora sono stati spesi o impegnati 68 milioni di euro nei lavori post Vaia a Rocca Pietore. Ma c'è ancora una lunga lista di opere di ricostruzione e messa in sicurezza per 38 milioni di euro che attende un finanziamento. Poi ci sono i lavori gestiti dal Comune per altri otto milioni. Il conto a questo punto è di 114 milioni di euro per riparare in parte i danni della tempesta di fine ottobre 2018. «A mio avviso alla fine arriveremo a 150 milioni, qui c'è stato il vero epicentro di Vaia», esordisce il sindaco Andrea De Bernardin, che si è da subito mosso per sistemare il fiore all'occhiello del suo territorio.Consegnati i lavoriIn questi giorni è avvenuta la consegna dei lavori a un raggruppamento di sette ditte (capofila De Prà) che dovranno ricostruire i Serrai di Sottoguda. Si comincia con la pista di cantiere: era stata fatta anche l'anno scorso, ma la mezza alluvione di inizio agosto 2020 (qui non si sono fatti mancare nulla dal 2014 in poi) l'ha spazzata via. Poi bisogna intervenire sulle pareti a picco sui Serrai con opere di disgaggio e reti per consentire agli operai di lavorare in sicurezza. Dopo potrà cominciare il lavoro vero e proprio. È Veneto Acque il soggetto attuatore per i Serrai, mentre altre agenzie regionali si stanno occupando delle opere di difesa idrogeologica, della rimozione degli schianti, dei paramassi e paravalanghe, in pratica della ricostruzione di tutto il territorio. Ma quanto tempo ci vorrà per tornare a camminare dentro i Serrai? Il sindaco stima circa due anni: «Lo avevo detto fin da subito all'indomani di Vaia: ci vorranno cinque anni per rimetterci in pied».Tra sicurezza e turismoI Serrai, come il lago di Alleghe (l'85 per cento è di Rocca Pietore), dove sono in corso importanti lavori di rimozione della ghiaia, sono i punti turisticamente più rilevanti colpiti da Vaia, ma non sono per l'amministrazione De Bernardin le vere priorità del paese. Come non lo sono i boschi schiantati, dove pure si sta lavorando in diversi punti. «Per noi la priorità è la sicurezza dei cittadini e quindi tutti i lavori di regimazione idraulica, di sistemazione degli argini, di protezione dei villaggi. Molte opere sono state fatte e si vedono, altre sono in corso, come un enorme cantiere a Boscoverde. Si sta intervenendo lungo il torrente Pettorina e sui suoi affluenti, a Col di Rocca, a Sorarù, a Masarè, lungo il Cordevole». L'elenco delle opere in corso è lunghissimo e tutte a colpi di centinaia di migliaia o anche di milioni di euro, da Malga Ciapela in giù fino a Saviner. Tanto per fare un esempio, togliere gli alberi sui ripidi pendii di Saviner e costruire i paravalanghe costa la bellezza di 7 milioni. «Dopo la messa in sicurezza degli abitanti, viene il settore turistico, e quindi i Serrai e il lago di Alleghe. Sui Serrai alla fine verranno investiti oltre 11 milioni di euro, sul lago di Alleghe otto. Infine ci sono gli alberi da togliere, in molti casi si è fatto, in altri si farà dopo la costruzione dei paramassi e paravalanghe». Queste ultime opere sono affidate a Veneto Strade. La furia di Vaia La ricostruzione dei Serrai vuol dire due cose, spiega il sindaco. C'è l'importanza ambientale e turistica e c'è la necessità di proteggere l'abitato di Sottoguda dalla furia del Pettorina. Nel 2013 il Comune decise di mettere un biglietto di ingresso, decisione contestatissima, ma su cui De Bernardin si è impuntato. Il risultato? Nell'estate del 2018, l'ultima prima di Vaia, ci sono stati 150mila visitatori paganti: «Avevamo un progetto in mente, che era quasi completato, collegare il parco di Masarè sopra il lago, con una pista ciclabile fino al parcheggio di Sottoguda, entrato di diritto tra i Borghi più belli d'Italia. Da qui il turista poteva percorrere i Serrai fino a Malga Ciapela e, lasciata la bicicletta, salire in cima alla Marmolada con la funivia. Il parco giochi a Masarè era fatto, la pista quasi finita, stavamo facendo un altro parco giochi a Boscoverde, tutto grazie ai Fondi di confine». Vaia ha fatto saltare il banco, la pista è stata cancellata per il 70 per cento. Ora si lavora per ripartire: il parco di Masarè è in funzione, ma la pista non può essere ricostruita con i fondi di Vaia, occorre trovare altri soldi. Ma prima di tutto bisogna metterla in sicurezza ed è quello che si sta facendo con il mega intervento da 8 milioni sulle sponde del lago di Alleghe. I serrai nel futuroCome saranno i futuri Serrai di Sottoguda? Diversi dal passato: dai 14 ponti (metà spazzati via dall'alluvione) si scende a 4 e saranno anche più alti rispetto al torrente, lo impongono recenti leggi. Sono previste delle passerelle, dove la strada correrà vicino all'acqua. Sotto la strada verranno messi i sottoservizi, le fognature, l'energia elettrica e un acquedotto collegato a una fontana che si trova nei Serrai. L'acquedotto principale di Sottoguda, spazzato via da Vaia, venne ricostruito in soli 23 giorni. Quelli erano lavori di somma urgenza, adesso si viaggia con la legge sugli appalti, piena di lacci e lacciuoli: «Un cantiere parte, quello vicino no. La gente non capisce perché e si lamenta». Ma la mole di lavori da fare qui è davvero enorme. La ripartenzaE poi c'è stato il Covid, un inverno senza impianti e turisti, che ha pesato moltissimo sui ricavi e sul morale delle persone. Ora si riparte, riaprono i negozi a Sottoguda, in attesa dei turisti, tra un cantiere che finisce e uno che comincia. Tra due anni ai Serrai arriverà il mondo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA