scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
16/07/2021

I numeri del pasticcio di Aria sui centri estivi: ad alcuni Comuni 483 euro per alunno, ad altri 19

QN - Il Giorno

MILANO di Giambattista Anastasio Questa volta si trattava di una procedura del tutto ordinaria. Si trattava di gestire un bando come se ne sono sempre fatti tanti altri, un bando finalizzato - per l'esattezza - ad assegnare ai Comuni e alle parrocchie le risorse utili ad aprire centri estivi nei quali accogliere i ragazzi non ancora maggiorenni ora che le scuole sono chiuse. Eppure Aria Spa, la società controllata e creata dalla Regione Lombardia, è riuscita a trasformare anche questa procedura in un pasticcio. Proprio come accaduto nel recente passato per missioni - però - fuori dall'ordinario, quale la gestione degli appuntamenti per la prima fase della campagna di vaccinazione contro il Coronavirus, o per missioni rese più complicate del solito proprio dalla congiuntura creata dal virus, quale la corsa ad accaparrarsi dosi di vaccino antinfluenzale per lo scorso inverno. Che di pasticcio si sia trattato lo certifica anche quanto accaduto martedì in Consiglio regionale: la mozione urgente presentata dal Pd per chiedere verifiche sulla gestione del bando per i centri estivi è stata approvata, a scrutinio segreto, anche con i voti di alcuni consiglieri di maggioranza: 38 favorevoli e 33 contrari. Ancora più eloquente sono altri numeri, quelli relativi agli esiti del bando. Il Comune di Ambivere, in provincia di Bergamo, ha ricevuto un contributo di 180mila euro mentre al Comune di Cremona sono stati assegnati solo diecimila euro in più, vale a dire: 190mila euro. Peccato che Ambivere abbia poco più di 2.400 abitanti e tra questi ci siano solo 372 ragazzi in età scolastica, mentre Cremona conta quasi 72mila abitanti e poco più di 10mila ragazzi minorenni. Tradotto: Regione Lombardia, attraverso Aria Spa, ha garantito ad Ambivere 483 euro per ogni potenziale frequentatore dei centri estivi. Ad ogni ragazzo di Cremona sono stati dati, invece, appena 18,9 euro. Quale criterio si è seguito? Ma ci sono capoluoghi ai quali è andata decisamente peggio che a Cremona: Milano, Brescia, Lodi, Pavia e Varese sono rimaste fuori. E altrettanto vale per grossi centri quali Sesto San Giovanni, Legnano, Rozzano, Magenta e Voghera. Sì, perché delle 678 domande presentate, ne sono state accolte e finanziate solo 136. Le domande dei Comuni appena menzionati rientrano tra le 523 che non sono state accolte: altri numeri, questi, che danno la dimensione del pasticcio. E non sono state accolte perché i fondi messi a bando (13 milioni di euro) e la procedura scelta per assegnarli (in sostanza il click day) hanno fatto sì che la procedura restasse aperta solo 19 minuti. Non bastasse c'è un antefatto: il bando apertosi alle 12 del 21 giugno e chiusosi alle 12.19 dello stesso giorno, infatti era stato preceduto da un altro bando infine annullato per alcune anomalie nel sistema informatico. Lo ha ammesso la stessa Aria con una nota che riportiamo di seguito: «Subito dopo l'apertura (del bando ndr), sono state riscontrate delle anomalie nella gestione dell'accoglimento delle domande per errati controlli sui soggetti che potevano presentare domanda in forma di soggetto singolo (Comuni) o in qualità di capofila di Ambito (aggregazione di Comuni). Nonostante la rapida risoluzione delle problematiche sopra descritte, visto anche il concorrente notevole afflusso d'accesso degli Enti al bando, che già nei primi 2 minuti di apertura ammontava ad oltre 250 soggetti, non sono state garantite paritarie condizioni di disponibilità del servizio a tutti i soggetti partecipanti. Per quei soggetti rientranti nelle casistiche sopra descritte risultava alterata la tempistica di conclusione della presentazione delle domande e conseguentemente falsata la determinazione degli Enti beneficiari dei contributi basata sull'ordine prioritario di presentazione». Perché queste anomalie? Perché procedure semplici diventano tanto complicate? Rimettere mano alla governance di Aria, come ha fatto a marzo la Giunta regionale, non è bastato.