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15/06/2019

I metalmeccanici chiedono politiche industriali

Il Sole 24 Ore - Giorgio Pogliotti

ieri lo sciopero
Con tre manifestazioni unitarie che hanno sfilato a Milano, Firenze e Napoli i sindacati dei metalmeccanici hanno scioperato ieri per 8 ore per chiedere «Futuro per l'industria, lavoro e tutele».

Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm hanno stimato un'astensione dal lavoro in media del 75% in sostegno della protesta indetta per chiedere al governo di voltare pagina (19,3%secondo Federmeccanica). Preoccupano i 160 tavoli di crisi aziendali che interessano 280mila lavoratori aperti al Mise, l'aumento dell'utilizzo degli ammortizzatori sociali, i 300mila posti di lavoro persi nel settore durante la crisi insieme a circa il 25% della capacità produttiva. Al corteo di Napoli, aperto dai lavoratori dello stabilimento Whirlpool, secondo i sindacati erano in 20mila: «Lo sciopero - ha detto Francesca Re David (Fiom) - guarda al governo e alle imprese, alla svalorizzazione del lavoro, alla mancanza di una politica industriale nel Paese che sta diventando un terra di conquista delle multinazionali. Chiediamo che l'industria, gli investimenti pubblici e privati e l'occupazione vengano messi al centro degli interessi del Paese».

Da Napoli a Milano, dove secondo i sindacati erano in 30mila: «Il Governo in questa permanente campagna elettorale - ha detto Marco Bentivogli (Fim) - fa un po' come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave . L'Esecutivo sta mortificando l'Italia del lavoro e quella onesta che paga le tasse con condoni fiscali, sussidi e con la fine degli investimenti sull'industria. Bisogna far ripartire il paese con equità e giustizia. Il Mise è diventato un luogo fantasma a uso e consumo della propaganda del ministro».

A Firenze hanno sfilato in 15mila: dal palco Rocco Palombella (Uilm) ha ricordato le priorità dei sindacati come la riduzione delle aliquote Irpef sul lavoro dipendente, l'aumento dei salari, la reindustrializzazione delle aree di crisi, lo sviluppo di infrastrutture , il contrasto alla «controriforma del codice degli appalti», investimenti in salute e sicurezza, la riforma degli ammortizzatori sociali.

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