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25/06/2020

I guai di Atm sono figli degli appalti illegali

Libero - FABIO RUBINI

La (finta) superiorità della sinistra
L'inchiesta ha portato alla luce un sistema di malaffare impressionante. Ora il Pd vorrà commissariare l'azienda?
■ Per mesi su queste pagine abbiamo raccontato delle magagne che, quasi all'improvviso, avevano colpito il servizio di Atm. Su tutti il giallo delle frenate killer, con i sistemi di sicurezza che andavano in tilt provocando contusioni a numerosi passeggeri. L'inchiesta interna sulle cause era durata molto tempo e per provare a minimizzare i danni, lo ricorderete, erano comparsi all'interno delle carrozze della Rossa alcuni cartelli che raccomandavano di tenersi ben ancorati per evirare di essere sbalzati da una parte all'alltra del vagone. La colpa venne data prima ai treni troppo moderni per la rete e infine al sistema di frenata, che venne rimesso in sesto. E i guai finirono lì. Quello che nessuno poteva immaginare è che parallelamente all'inchiesta interna di Atm, ve ne era un'altra della Procura di Milano, che anche sugli appalti di quei sistemi di sicurezza avrebbe trovato validi elementi per portare in carcere 13 persone (tra cui due dirigenti di Atm) e coinvolgerne altre trenta a vario titolo. Ovvio la posizione di Atm è chiara: «Siamo parte lesa» e non vi è motivo per dubitarne, così come appare probabile che non vi sia correlazione diretta fra supposte tangenti e i guasti ai freni. Certo è che questa mini tangentopoli (che secondo gli inquirenti avrebbe comunque prodotto mazzette per 125mila euro su 150 milioni di appalti truccati) mina ancora una volta la presunta superiorità morale della sinistra. Quella sicumera che in ogni fine settimana porta un gruppetto di loro a sfilare di qua e di là per chiedere il commissariamento di Regione Lombardia o le dimissioni di questo o quell'assessore. Quanto tocca ai loro, però, la musica cambia. E se Pierfrancesco Majorino si traveste da giustiziere promettendo che «non si guarderà in faccia a nessuno» nel fare chiarezza, non così fanno gli altri esponenti del Pd milanese, che preferiscono usare toni morbidi, quasi garantisti. Il sindaco Sala ha spiegato che «è sconfortante scoprire che mentre tutti si impegnano e lavorano per il bene della comunità, qualche disonesto mette a repentaglio il lavoro fatto da una intera azienda». L'assessore alla mobilità Granelli dopo aver invocato la «massima chiarezza», in maniera quasi paterna, si è raccomandato con i vertici di vigilare «affinché queste cose non accadano più». Punto. Fine. Stop. Niente richieste di dimissioni per i vertici di Atm, niente richieste di dimissioni per l'assessore alla partita. Niente richieste di commissariamento per l'azienda. Il che, diciamocelo, è anche giusto, perché è verosimile che i vertici di Atm potessero non accorgersi di quello che accadeva diveri spiani sotto di solo, così come l'assessore non poteva certo controllare foglio per foglio tutti i passaggi delle gare d'appalto. Peccato solo che quando la stessa cosa è accaduta a esponenti del centrodestra le reazione degli stessi protagonisti sono state rabbiose nelle reiterate richieste di far cadere teste (ricordate il pandemonio sull'inchiesta "mensa dei poveri"?). Succede così che il Pd abbia con questa vicenda l'occasione di fare un gesto di trasparenza: affianchi al Comitato per la legalità coordinato da Gherardo Colombo una commissione politica d'inchiesta. La presidenza, ovviamente, dovrà essere affidata a un esponente della minoranza di centrodestra. Vedremo nei prossimi giorni se il Pd "di governo" avrà il coraggio di fare questo passo o se, come è successo in Emilia Romagna, si trincererà dietro la sua millantata superiorità morale. Una superiorità che inchiesta dopo inchiesta, si sta trasformando in una barzelletta.

La scheda

L'INDAGINE L'inchiesta della Procura di Milano ha portato all'arresto di 13 persone (12 in carcere, una ai domiciliari) e riguarda presunte gare truccate per 150 milioni di euro, per tangenti pari a 125mila euro ■ IL SISTEMA BELLINI Tra gli arrestati c'erano anche due funzionari di Atm, Paolo Bellini (che secondo gli inquirenti era a capo dell'operazione) e il suo fedelissimo Stefano Crippa ■ GARE TAROCCATE Nel mirino ci sarebbero anche le gare d'appalto per i sistemi di frenata che hanno causato parecchi problemi ■

Foto: Il sindaco Beppe Sala staccherà la spina ai vertici di Atm come da richiesta delle opposizioni? (Fotogramma)