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12/06/2019

I giudici: il carcere lo fa Pizzarotti

Il Gazzettino

L'azienda di Parma che era arrivata seconda in graduatoria subentra dunque nell'appalto del penitenziario da 300 posti
SAN VITO
Il Consiglio di Stato dichiara inammissibile il ricorso presentato dall'associazione temporanea di imprese formata da Kostruttiva (Marghera) e Riccesi (Trieste) che in un primo tempo si era aggiudicata l'appalto del nuovo carcere di San Vito. Dunque l'Impresa Pizzarotti di Parma (seconda in graduatoria) subentra a tutti gli effetti nel contratto.
LA SENTENZA
L'esito del controricorso della prima impresa dovrebbe aver messo la parola fine alla vicenda, anche se nel frattempo Kostruttiva e Riccesi non sono stati fermi ad attendere e hanno presentato ricorso anche in Cassazione. Ma la sentenza dei giudici del Consiglio di Stato è alquanto chiara, ritiene inammissibile il ricorso e condanna Kostruttiva e Riccesi al pagamento delle spese processuali, pari a 6 mila euro, oltre alle accessorie, a favore dell'Impresa Pizzarotti (spese compensate tra le altre parti in causa). Niente da fare, dunque, per il ricorrente che puntava a dimostrare «come il subentro nel contratto di appalto da parte della Pizzarotti fosse di difficile attuazione, perché il suo progetto esecutivo è stato completamente realizzato secondo le indicazioni aggiuntive provenienti dalla stazione appaltante, validato ed approvato. Inoltre, perché è già stata avviata una fase esecutiva e l'operatore economico subentrante non potrebbe far proprio il progetto, ma dovrebbe riavviare la progettazione con significativa dilatazione dei tempi di esecuzione dell'opera». Motivazioni non sufficienti per i giudici, dai quali però non arrivano le indicazioni sulle modalità di subentro nel contratto, ma sottolineano che pure essendo una questione «rilevante sotto il profilo amministrativo è, però, estranea al giudizio di revocazione della sentenza e, in quanto tale, non può essere risolta in questa sede. In conclusione, il ricorso per revocazione va dichiarato inammissibile».
NUOVO SCENARIO
Ora che il subentro nel contratto d'appalto dell'Impresa Pizzarotti di Parma è stato ribadito dal Consiglio di Stato, da San Vito parte il pressing in tutte le sedi, perché l'opera da 300 posti diventi realtà quanto prima. Si tratta infatti di un'opera attesa, che dovrà rispondere alla situazione molto carente del Castello di Pordenone, struttura penitenziaria ormai obsoleta. Appresa la sentenza, il sindaco Antonio Di Bisceglie ha commentato: «adesso ci si attende l'attuazione della sentenza in tempi certi dalla stazione appaltante (il ministero delle Infrastrutture). Mi risulta che il Provveditorato interregionale delle opere pubbliche per il Veneto, il Friuli e il Trentino stia già procedendo da mesi all'istruttoria per il passaggio di consegne da una impresa a un'altra, così da arrivare alla sottoscrizione del nuovo contratto». Il sindaco si augura quindi «che l'iter prosegua trovando tutte quelle soluzioni, anche non facili, per la realizzazione del nuovo penitenziario».
IL CANTIERE
A San Vito più di qualcuno sta segnalando da qualche giorno movimenti dentro il sito dell'ex caserma Dall'Armi. Ciò confermerebbe che l'associazione temporanea di imprese stia smantellando il presidio rimasto nell'ex sito militare. Si tratta soprattutto di container, qualche macchinario e materiale edile. A San Vito, comunque, gli amministratori sperano che entro l'anno il cantiere riprenda vita: si tratta infatti di un subentro e questo significa che il progetto da attuare è quello già approvato dal ministero.
Emanuele Minca
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