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29/11/2018

I gilet gialli di Sant ‘Ambrogio. Fotografia anti-governo

Il Foglio - Daniele Bonecchi

Gran Milano / A CURA DI MAURIZIO CRIPPA
LAMANIFESTAZIONE DI ARTIGIANI, COMMERCIO, PICCOLE IMPRESE DEL 13 DICEMBRE E I MALUMORI DELNORD
è chi, come Paolo Uggè, gran capo degli autotrasportatori, paventa, dopo la protesta dilagante e spontanea dei "gilet gialli" in Francia, il ritorno dei "forconi" in casa nostra, perché "la situazione si sta deteriorando ". E se i primi colpi di cannone contro la manovra del governo (e non solo) li hanno sparati gli industriali del nord, ora tocca al mondo delle piccole imprese, degli artigiani, dei commercianti tenere il campo, con una guerra di posizione. Perché se l 'industria piange per la cre scita bloccata, l 'indotto e i servizi certo non ridono, anzi. Dopo la potente manifestazione, senza simboli di partito, di Torino, per sollecitare il completamento della Tav (frammento del corridoio 5 est-ovest, ricordiamo: non una questione locale) si sono dati convegno a Milano il prossimo 13 dicembre le aziende di Confartigianato, a partire dal Veneto. Ma c 'è da giurare che con loro ci sarà tutto il mondo della piccola impresa anche lombarda, preoccupato per gli effetti negativi della manovra, anche dopo la photo opportunity del premier Conte a Bruxelles, che ha avvolto nel cloroformio la manovra. Le critiche maggiori, giocoforza - ma è il dato politico eviden temente più interessante - non sono ri volte alla componente pentastellata del governo-contratto, dalla quale il mondo dell 'impresa non si aspettava nulla, ma piuttosto alla Lega di Matteo Salvini, da sempre punto di riferimento del mondo che produce nel Nordest. Anzi un vero "sindacato territoriale", come era sta to definito il partito di Bossi in passato. Infatti è in Lombardia e in Veneto, le due regioni che da sole rappresentano un terzo del Pil del paese, che il Carroccio ha la sua base operativa. E nella Lega c 'è fermento (per il momento tenu to sotto controllo) perché Attilio Fontana e Luca Zaia, dopo aver lanciato un segnale forte e chiaro a favore delle infrastrutture - dalle Pedemontane alla Tav - chiedono al premier Conte di stringere i tempi dell 'autonomia regio nale (altra bandiera che rischia di finire strappata). Ma il gioco è per ora a somma zero, perché i governatori del Nord non riescono a ottenere garanzie concrete. Mentre invece in rete il blog "22 ottobre " scalda i cuori "lum bard " dando voce alla vecchia guardia federalista di Giancarlo Pagliarini (già ministro leghista della prima ora, poi uscito dal Carroccio) a Gianni Fava (già assessore all 'Agricoltura della Lombardia e antagonista di Salvini al congresso) e allo stesso Roberto Maroni, che si muove come sempre circospetto. Ma se la politica è costretta a morsere il freno, la delusione delle imprese è invece grande, e vicino al punto di tracimazione. Anche perché, dopo la randellata del decreto "dignità", ora arrivano i tagli (si calcolano circa 6 miliardi) in un clima che strozza il credito e mette a dura prova i consumi. Il 13 dicembre Confartigianato a Milano, il 3 invece a Torino con altre sigle, e poi in tutto il paese, a manifestare è dunque la piccola impresa che non si arrende. "Lo stato di disagio che c 'è nel paese, assie me alle proteste della vicina Francia, temo che tornino a far emergere fenomeni come quelli dei forconi. Questa è la preoccupazione che dovrebbe avere il governo e dovrebbe anche smetterla di preoccuparsi di cose inutili per concentrarsi sui problemi dei piccoli imprenditori. Vedo questo clima e mi preoccupo ", insiste Paolo Uggè, milanese, vicepresidente di Confcommercio-Impre se per l 'Italia e presidente Fai (Autotrasporta tori). "La situa zione si sta rapidamente deteriorando di fronte alle incertezze del governo sulla legge di stabilità. Poi c 'è la chia ra volontà di non procedere a realizzare le infrastrutture necessarie. La notizia che il comitato di valutazione costi benefici avrebbe terminato il suo compito per il Terzo Valico, dando parere favorevole, parere trattenuto per una decisione politica e ancora non emanata, dimostra che si sta sottovalutando quello che serve al sistema paese ". E' per questo che il 3 dicembre i corpi intermedi più rappresentativi, dalla Confcommercio col suo presidente Sangalli, alla Confindustria, alla Cna, a Confartigianato, si sono dati appuntamento a Torino per ribadire la necessità di infrastrutture. Missione a Tokyo per Giovanni Malagò, Beppe Sala e Luca Zaia. All 'assemblea dell'Associazione dei Comitati olimpici nazionali, hanno presentato il logo della candidatura di Milano e Cortina per le Olimpiadi invernali 2026. La strada è percorribile. Ma quando si scia, attenzione ai paletti. Le proposte non mancano: "Il traspor to su gomma chiede che siano mantenuti gli interventi a favore del trasporto combinato (dalle autostrade del mare alla strada-rotaia), che siano mantenute le risorse che consentano alle imprese italiane di avere un costo del gasolio, più o meno vicino alla media europea, che permangano gli interventi per il rispetto ambientale collegati però al ricambio degli automezzi ", conclude Uggè. In Fie ra a Milano s 'incontreranno, sempre il 3 dicembre, le imprese di Confartigianato, perché c 'è una "generale preoccupazio ne per la crisi finanziaria che attraversa il paese ", spiega Marco Accornero, se gretario dell 'Unione Artigiani. "Indi spensabili le infrastrutture, perché servono collegamenti efficienti. E poi, il reddito di cittadinanza deve servire a formare i nostri ragazzi. Le condizioni dell 'economia ci preoccupano, le azien de artigiane che lavorano nell 'indotto ri schiano di pagare un caro prezzo ", con clude Accornero. E il colpo rischia di essere fatale per le piccole realtà. "E' una grande delusione questo governo - spiega Michele Santoro, parrucchiere e Maestro artigiano. "Le imposte ci soffo cano. Preferirei una tassa uguale per tutti al 20, 25 per cento, così non si può andare avanti. Facciamo fatica anche a formare i nostri giovani, perché dilaga il lavoro nero delle imprese cinesi che non pagano le tasse e sono totalmente fuori controllo. Così chi sceglierà un lavoro come il nostro? ". E allora, dopo Torino, il 13 Confartigianato raccoglierà a Milano i delusi dal "partito della decrescita irre sponsabile ". E in Confartigianato si ma stica amaro: "Le promesse sono tante e positive, dalla pace fiscale alla riscrittura del codice degli appalti. Ma non si è ancora visto niente. Mentre invece i tassi che crescono e la stretta sul credito sono già realtà ".

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