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11/09/2021

«I due chioschi? Se ne può fare a meno»

QN - Il Resto del Carlino

di Andrea Alessandrini Era il 30 ottobre del 2018, quando l'amministrazione comunale Lucchi dette l'annuncio - si era nel periodo in cui si cominciava a profilare il famoso piano di ripopolamento di piazza della Liberà purtroppo mai definitivamente andato in porto - che i due chioschi messi a bando sarebbero stati gestiti dalla società 'Chiosco Savelli snc'. Si trattava del risultato della gara indetta dall'amministrazione comunale dopo l'apertura delle buste. L'assegnazione sarebbe poi diventata definitiva, dopo i che i progetti furono passati all'esame della Giunta per l'approvazione finale. Ormai tre anni dopo, quei due chioschi, assegnati, non sono stati realizzati: di mezzo c'è stata, e c'è tuttora la pandemia. Nei giorni scorsi Christian Pagliarani, imprenditore e coordinatore di Trilogy Group (Acqua Dolce, Gordita, Zampanò e Pasticceria Pagliarani), vincitore del bando del Comune per realizzare i due chioschi in piazza della Libertà, ha spiegato che tutto era pronto per partire con l'apertura dei chioschi a maggio del 2020, ma il covid-19 ha bloccato tutto, e che, non avendo ancora rinunciato definitivamente a realizzale i chioschi, l'intenzione è quella di rimanere in attesa per capire meglio se ci saranno i presupposti. Uno era dedicato alla gastronomia (con somministrazione), l'altro alla vendita di oggettistica, edicola e altre proposte simili, ma un'eventuale realizzazione potrebbe tener conto di modifiche ai progetti orignari pre-covid. Ma c'è chi si chiede se l'amministrazione comunale possa permettere che i chioschi assegnati con un regolare bando dell'ente pubblico possano non essere realizzati dagli aggiudicatari, oppure tenuti congelati a tempo indeterminato, o invece debba intervenire e far pressione per pretendere che l'assegnazione abbia pieno compimento con la realizzazione delle strutture. «L'affidamento con il bando dei due chioschi non ha una data di scadenza - spiega il sindaco Enzo Lattuca - e come amministrazione comunale abbiamo ritenuto di lasciare tutto il tempo che necessita agli aggiudicatari per valutare l'opportunità di effettuare l'investimento. La pandemia, d'altronde, ha determinato un nuovo scenario e bisogna tenerne conto. Se i vincitori del bando restituissero il titolo edilizio potremmo rivalutare la situazione, ma il mio convincimento già ora è che i chioschi non siamo affatto indispensabili per la piazza della Libertà». «La piazza - posegue il sindaco - ha assunto una sua soddisfacente fisionomia con gli esercizi pubblici esistenti e anche con l'occupazione di suolo pubblico che è apprezzata. Non è questa tipologia di locali che manca alla piazza, piuttosto negozi di altre gamme merceologiche, Se gli aggiudicatari realizzeranno i chioschi bene, altrimenti la piazza può farne a meno». © RIPRODUZIONE RISERVATA