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13/07/2021

I dossier fisco e concorrenza da chiudere entro luglio Ora Draghi guarda avanti

Corriere della Sera - Marco Galluzzo

il premier le strategie
L'obiettivo di ridurre le imposte al ceto medio e spingere le piccole imprese
ROMA
Le cronache degli ultimi giorni lo hanno descritto in vari modi per i contrasti sulla riforma della giustizia. Eppure Mario Draghi non ha fatto altro che applicare al varo del testo sui procedimenti giudiziari e anche alle nuove designazione per la guida della Rai nient'altro che il metodo finora perseguito. In sintesi: «Tutti i partiti possono avere delle proprie bandiere, ma il senso di responsabilità impone a tutti delle rinunce». E soprattutto questo è un governo nato per decidere, anche a costo di non accontentare tutti: ha addosso lo scrutinio costante della Commissione europea e intende rispettarlo.

Certo sulla riforma della giustizia c'è il rischio che il testo varato in Consiglio dei ministri, frutto già di una mediazione, sia ulteriormente modificato, ma su questo punto il capo del governo può far poco. Il Parlamento è sovrano e Draghi comunque auspica di avere una maggioranza abbastanza grande e compatta da reggere, se accadesse, anche l'urto di un fronte di dissidenti grillini. Semmai archiviati questi due ultimi capitoli, giustizia e Rai, cosa che lo rende «soddisfatto di stare rispettando il programma che ci siamo dati», ora l'attenzione di Palazzo Chigi è tutta volta a varare la legge sulla concorrenza e la legge delega sulla riforma fiscale, entrambe entro la fine del mese.


La prima è un obbligo di legge, il dettaglio delle misure è in corso di definizione, ma una parte del provvedimento sarà certamente costituito dalla sintesi delle proposte formulate dall'Antitrust, suddivise in diverse aree tematiche: sviluppo delle infrastrutture per la crescita e la competitività, riforma del settore degli appalti pubblici, interventi per assicurare efficienza e qualità dei servizi pubblici locali, rimozione delle barriere all'entrata nei mercati, promozione di un'economia sostenibile, interventi nel servizio sanitario e settore farmaceutico e nel rilascio delle concessioni.


Negli stessi giorni il governo varerà la legge delega sulla riforma del Fisco, avendo fra i punti di riferimento l'indagine conoscitiva espletata dal Parlamento e coordinata da Luigi Marattin. Un lavoro molto articolato, che al termine di decine di audizioni ha prodotto un testo condiviso dalla maggior parte dei partiti. Il provvedimento è allo studio del ministero dell'Economia e non si sa ancora da quante risorse verrà accompagnato.


Di sicuro si tratterà, almeno nelle ambizioni, di una riforma organica di semplificazione e di una rimodulazione, anche delle aliquote dell'Irpef, tesa a consegnare in prospettiva al Paese un sistema fiscale più votato alla crescita economica.


È allo studio un abbassamento dell'aliquota media effettiva che grava sui redditi di quello che una volta si chiamava ceto medio. In ipotesi per una platea di contribuenti che si colloca fra i 25 e i 50 mila euro di reddito, e insieme a questo l'adozione di un meccanismo fiscale che al contrario di oggi favorisca, invece di scoraggiare, la crescita del fatturato di piccole imprese e professionisti.


Prevista inoltre l'abolizione di una miriade di micro balzelli che costano più di quanto rendono, oltre ad un'integrazione delle diverse banche dati per imprimere una svolta alla lotta all'evasione.


Quando dice che questo governo è nato per decidere Mario Draghi non fa professione di decisionismo, prende semplicemente atto, rimarcano a Palazzo Chigi, del mandato ricevuto. Il timing delle riforme, legate in gran parte al Recovery Plan e alle richieste della Commissione europea, finora è stato rispettato.


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Il piano di Cartabia

Il limite alla durata

dei processi

Sono posti limiti alla durata dei processi. Dopo il primo grado la prescrizione cessa di decorrere. Ma l'appello va celebrato entro due anni e in Cassazione il termine è un anno

Le possibilità

di proroga

Nei casi più complicati, o per i reati più gravi, la riforma introduce delle proroghe al limite della durata dei processi: un anno per l'appello e sei mesi per la Cassazione

La strada

dei riti alternativi

Per ridurre i tempi, viene aumentata la possibilità di ricorrere a riti alternativi e mantenuti piccoli limiti all'appello delle sentenze di primo grado

La richiesta
di rinvio a giudizio

La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm e la decisione del gup dovranno avvenire sulla base della «ragionevole previsione di condanna dell'imputato»

La parola

pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è il complesso di riforme studiate dal governo per poter accedere ai fondi del Next generation eu. Il funzionamento della giustizia è uno dei capitoli fondamentali da risolvere. La «lentezza» mina «la competitività delle imprese e la propensione a investire nel Paese» si legge nel piano


Foto:

In Aula Il presidente del Consiglio Mario Draghi, 73 anni, con la ministra della Giustizia Marta Cartabia, 58 anni