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16/05/2020

I dipendenti dei subappalti protestano davanti a Fincantieri

La Nuova Venezia - G.fav.

gli operai di world service senza stipendio
margheraI dipendenti dell'impresa New World Service, che lavora in subappalto alla Fincantieri, sono tornati ieri a protestare in strada per chiedere il pagamento di stipendi arretrati e cassa integrazione, stavolta insieme al loro datore di lavoro. Una cinquantina dei 120 dipendenti dell'impresa, in prevalenza immigrati del Bangladesh, si erano dati appuntamento davanti al bar, chiuso, che fronteggia la portineria di Fincantieri. Muniti di cartelli si sono schierati, con la debita distanza e la mascherina, lungo il marciapiede urlando la loro rabbia. Già alla vigilia del 1 di maggio erano scesi in strada (davanti alla sede dei sindacati in via Ca' Marcello) a protestare, dopo di che la Fiom-Cgil aveva ottenuto l'impegno a cominciare a pagare gli arretrati dall'impresa Isolfin, titolare dell'appalto ottenuto da Fincantieri e subappaltato a World Service. Secondo la Fiom a tutt'oggi è stato pagato un anticipo del mese di febbraio a 90 dei 120 dipendenti, il resto dovrebbe arrivare nei prossimi giorni dopo il completamento delle pratiche e dei conteggi. Nel frattempo la Fiom ha anche chiesto all'Inps di accellerare il pagamento della cassa integrazione per il mese di aprile. «La situazione dei dipendenti di World Service spiega molto bene come vanno le cose per i lavoratori nella ragnatela di imprese d'appalto e subappalto che lavorano per Fincantieri - osserva Fabio Querini della Fiom veneziana - . Questi operai lavorano da quasi vent'anni alla Fincantieri e sono passati sotto le dipendenze di ben quattro sdiverse imprese. Ora sappiamo che l'appalto di Isolfin è scaduto e a tutt'oggi per loro non è previsto nessun ritorno al lavoro. Per questo ribadiamo che Fincantieri dovrà farsi garante che la nuova impresa che vincerà l'appalto assuma questi lavoratori». --G.fav.