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05/08/2020

I decreti su un binario morto

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

Nicolò Rebecchini, presidente Ance Roma: buoni propositi, peccato che non trovino attuazione
Il Mes è necessario perché i fondi europei servono ora
«Tra il dire e il fare... Il fattore tempo continua a essere la grande criticità che le imprese debbono sopportare. Infatti le disposizioni contenute nel Decreto Rilancio, con particolare riferimento alle risorse per gli enti locali per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso il sistema delle imprese sono ancora nelle maglie delle procedure amministrative così come gli ecobonus, che costituirebbero un interessante motore per riavviare l'economia del settore, però mancano ancora di disposizioni attuative. I decreti giacciono su una sorta di binario morto. In una situazione d'emergenza questi ritardi sono intollerabili». Nicolò Rebecchini, 57 anni, a capo della Stile Costruzioni Edili, è presidente dell'Ance (l'associazione dei costruttori) di Roma, 5 mila imprese associate con 3 miliardi di fatturato, un settore tra quelli nell'occhio del ciclone coronavirus, assai interessato a tagliare i lacci e lacciuoli della burocrazia. Che ne pensa del Decreto Semplifi cazione? «Si tratta di un provvedimento di grande impatto, che auspicavamo da tempo», dice. «Finalmente sembra si stia mettendo da parte la cultura del sospetto fi ne a se stessa. Però permangono alcune criticità: mi riferisco all'assoluta necessità di ridurre i tempi a monte delle procedure di gara inserendo termini perentori alle conferenze dei servizi ed introducendo per le procedure sopra soglia la "manifestazione d'interesse" e il "principio della rotazione" (il principio di rotazione, nell'ottica di una tutela indiretta per le micro e piccole imprese, impone alle amministrazioni aggiudicatrici di coinvolgere un numero di imprese abbastanza ampio, variabile a seconda dell'importo della gara, ndr. Ciò consentirebbe di rendere più effi caci le procedure insieme a una maggior trasparenza». Domanda. Sotto accusa è spesso la farraginosità del codice degli appalti. In che modo intervenire? Risposta. Ipotizzare oggi una modifi ca radicale del codice mi pare diffi cile. Però si potrebbero introdurre correttivi importanti: rendere stabili le misure di semplifi cazione procedurali introdotte in seguito all'emergenza Covid, tagliare i tempi della fase autorizzativa antecedente alla gara, semplifi care le procedure di affi damento dei lavori, ricorrere a criteri di aggiudicazione automatici che escludano la discrezionalità della pubblica amministrazione. Infi ne è indispensabile dare piena attuazione alle indicazioni comunitarie, in particolare durante la fase esecutiva dell'appalto, in merito ai tempi di pagamento del corrispettivo e alla disciplina del subappalto. D. Il sistema del credito sta aiutando il comparto delle costruzioni? R. Purtroppo non è cambiato quasi nulla. Chi pensava che con le misure varate dal governo ci fosse un diverso atteggiamento degli istituti di credito nei confronti delle imprese non ha colto nel segno. Anzi, con un quadro economico diffi cile molte imprese sono entrate in crisi e il sistema bancario ha alzato ancora di più l'asticella per l'accesso al credito. D. Che cosa si aspetta dai fondi europei? Ritiene si dovrebbe attivare il Mes? R. I fondi che l'Europa metterà a disposizione dell'Italia con il Recovery fund sono molti, così come - purtroppo - molte sono le esigenze da soddisfare: sarebbe quindi auspicabile che anche le risorse del Mes venissero utilizzate per aiutare la ripresa economica Anche perché per attingere al Recovery Fund le procedure da mettere in atto sono tante e occorrerà un anno o addirittura un anno e messo: diffi cile quindi pensare a ricadute immediate sull'occupazione. Forse sarebbe il caso di far leva anche sui fondi già stanziati dalle ultime tre leggi di bilancio che prevedono per i futuri dodici anni investimenti per circa 39 miliardi a favore degli enti locali per realizzare scuole, ospedali, manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio degli enti locali. Perché allora non coinvolgere Cassa depositi e prestiti attraverso un'anticipazione remunerata che possa essere messa immediatamente a disposizione? Darebbe quel giusto respiro per consentire la realizzazione di opere medio/piccole, in attesa dei fondi europei che rimangono necessari per le opere strategiche come la gronda di Genova, la Roma- Latina, la chiusura dell'anello ferroviario di Roma, i completamenti delle linee della metropolitana della Capitale nonché le linea ad alta velocità Napoli-Bari e Salerno- Reggio Calabria. D. Al di là dei tanti problemi lei prevede per l'autunno un rimbalzo nell'edilizia? R. Pur tra molte diffi coltà dobbiamo essere ottimisti. Nomisma fi ssa a circa 500 mila il numero delle compravendite per il 2020, prevedendo un calo di circa il 20% (come limite superiore, ma le previsioni sembrerebbero meno gravi, arrivando a un 10-15%) rispetto al 2019. Mi sembra un calo in linea con il periodo di lockdown: considerando che nel 2013 le compravendite erano addirittura calate a 319 mila (per poi risalire a 604 mila nel 2019). Anche in virtù di una domanda discreta avuta dai primi di maggio è opportuno fare vincere l'ottimismo sulle preoccupazioni. D. Lo smartworking continuerà dopo l'emergenza? R. Più che di smart working parlerei di telelavoro. Si tratta di un cambio di paradigma nel rapporto tra datore di lavoro e dipendente basato sulla realizzazione di obiettivi prefi ssati, ovvero è un modo per passare dalla cultura del cartellino a quella dell'effi cienza. Però occorrono formazione, strumenti e chiavi d'accesso alle procedure. Finché tutto il sistema non è pronto, il risultato è un ulteriore aggravio dei tempi. D. Il Covid sta modifi cando le richieste di chi acquista un'abitazione? R. Il Covid ha solamente accelerato i comportamenti dell'utenza già in atto verso la ricerca di abitazioni non solo più green ma anche sicure sotto il profi lo sismico e dotate di maggiori comfort: balconi vivibili, giardini e maggiori spazi. D. La preoccupano le fibrillazioni politiche, le aspre contese che si registrano anche in questi giorni? R. Le fibrillazioni preoccupano sempre ma davanti all'impegno economico che l'Europa ha stanziato per il nostro Paese tutte le forze politiche sono chiamate a lavorare per un progetto comune, affievolendo i contrasti, mitigando le polemiche, evitando calcoli politici. È una sconfi tta quando i giudizi derivano da posizioni precostituite o ideologiche. Non ci possono essere divergenze sostanziali quando si affrontano i problemi del reddito da lavoro per stimolare i consumi e gli investimenti, della trasformazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato da fabbricati energivori e senza protezione sismica ad un irrinunciabile progetto green, della sburocratizzazione dei processi decisionali, delle infrastrutture e digitalizzazione del Paese, dell'attenzione alla famiglia. Su queste questioni la politica è chiamata al senso di responsabilità e a un lavoro comune. Twitter: @cavalent © Riproduzione riservata È indispensabile dare piena attuazione alle indicazioni comunitarie, in particolare durante la fase esecutiva dell'appalto, in merito ai tempi di pagamento del corrispettivo e alla disciplina del subappalto

Foto: Nicolò Rebecchini