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07/07/2021

I costruttori: «C’è chi specula e resta il nodo dei privati»

Messaggero Veneto

udine«Con i superbonus si poteva pensare di rimettere in piedi le aziende invece ora, forse anche a seguito dei bonus che hanno contribuito ad aumentato la domanda di materie prime, siamo ridotti male». Le parole di Roberto Contessi, il presidente dell'Associazione dei costruttori regionale (Ance), creano preoccupazione in un settore uscito con le ossa rotte da anni di crisi, ben prima della pandemia. Il timore è che il continuo rincaro dei prezzi delle materie prime - da una settimana all'altra aumentano del 10 per cento - possa costringere le imprese a bloccare i lavori. Da qui la necessità degli aiuti statali e regionali. Il nodo dei privatiTra i nodi che restano da sciogliere c'è quello dei cantieri privati: «Se i clienti non si mettono la mano sulla coscienza per venirci incontro - afferma sempre Contessi - saremo costretti o a chiedere la rescissione contrattuale per motivi imprevedibili o a lavorare in perdita». Se da un lato gli interventi privati rappresentano il 20 per cento del totale (l'80 per cento è pubblico), dall'altro questa percentuale rappresenta il problema più complicato da risolvere. Ecco perché Contessi insiste a chiedere al Governo di potenziare i controlli per arginare la speculazione. «Il cemento lo producono in tre in Italia, fanno cartello e controllano i prezzi. Lo Stato deve potenziare i controlli» ripete il presidente regionale dell'Ance nel far notare che, in fondo, «è più semplice controllare gli appalti pubblici».Non ci sono precedentiContessi continua a chiedersi perché le imprese si trovano in questa situazione? «Non abbiamo mai registrato aumenti del genere, non abbiamo certezze ma non è escluso che a favorire l'incremento dei prezzi sia anche la scadenza ravvicinata per l'utilizzo dei superbonus». E ancora: «Al momento sappiamo che i lavori vanno conclusi entro il prossimo 31 dicembre e chi ha a disposizione i materiali specula» aggiunge il presidente regionale dell'Ance, non senza mettere in guardia sul fatto che «se l'edilizia registrerà una nuova battuta d'arresto faremo fatica a uscire dalla crisi. Non dimentichiamo che per ogni milione l'edilizia ne muove 3,5». Al fianco di Contessi pure la presidente Ance di Udine, Angela Martina, monitora la situazione auspicando che gli aiuti statali e regionali siano sufficienti per sanare le difficoltà.negli altri paesiLa problematica è la stessa in tutta Italia e pure in Europa. Non a caso, come conferma il vicepresidente di Ance nazionale, Piero Petrucco, dopo aver sensibilizzato i parlamentari italiani, l'Ance ha chiesto all'Europa di sensibilizzare i singoli Paesi. «In tutta la sua gravità, il problema è scoppiato quattro mesi fa» ripete Petrucco nel dirsi certo che la responsabilità non può essere attribuita esclusivamente alla concessione dei bonus fiscali che hanno favorito la realizzazione di cappotti termici, sostituzioni di caldaie e adeguamenti sismici degli edifici. «In Francia - fa notare - hanno già previsto i meccanismi revisionali dei prezzi, mentre in Italia e pure in Germania le imprese lavorano senza alcuna protezione». L'obiettivo è sensibilizzare tutti i Paesi affinché prevedano la revisione prezzi.I parlamentari«Lo scenario è drammatico, poiché gli incrementi eccezionali, riconducibili a una serie di congiunture internazionali, (per il tondino da costruzione l'aumento del prezzo origina da un enorme aumento della domanda di ferro dal mercato cinese e nordamericano) si aggiungono alle già gravi difficoltà finanziarie e patrimoniali subite dalle aziende a causa dell'evento pandemico». Questo è solo un passaggio del contenuto del documento inviato dall'Ance nazionale ai parlamentari per sollecitarli ad affrontare il problema. «Il Codice degli appalti non prevede adeguati meccanismi revisionali. In tale contesto - si legge ancora nel documento - i contratti non risultano più economicamente sostenibili per le imprese, con il rischio di non riuscire a farvi fronte regolarmente, nonostante gli sforzi messi in campo per rispettarli». L'Ance nazionale ha chiesto infatti la possibilità di utilizzare le somme a disposizione e la creazione di un fondo per l'adeguamento prezzi, all'interno del Ministero delle infrastrutture, da poter utilizzare nel caso di insufficienza di risorse. --© RIPRODUZIONE RISERVATA