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17/03/2020

I costruttori Ance: «Fermate i cantieri»

Il Giornale di Vicenza

L'ASSOCIAZIONE REGIONALE. Il presidente Ghiotti: «Per noi è diverso che nelle fabbriche. Stop subito a gare e scadenze, ammortizzatori a tutti»
«Non si trovano mascherine, non si riesce neppure a garantire un metro di distanza tra i lavoratori»
PADOVA «È necessario fermare i cantieri e sospendere le attività legate all'edilizia». Non ha dubbi il presidente dei costruttori di Ance Veneto, Paolo Ghiotti, che rivolge un appello e una richiesta chiara a istituzioni, Regione e sindaci: «Non c'è alternativa - spiega in una nota - perché il nostro settore presenta caratteristiche peculiari, particolari e diverse rispetto a quelle delle fabbriche che non permettono di lavorare in determinati condizioni. Infatti per gli imprenditori ed ancor prima per i lavoratori edili risulta impossibile lavorare rispettando le norme di sicurezza giustamente imposte dalle autorità preposte per contrastare il virus. Nei cantieri non è possibile lavorare restando ad un metro di distanza e senza venire a stretto contatto. Poi vi è la sicurezza che per noi rappresenta una priorità: non riusciamo in alcun modo a reperire le mascherine e nemmeno gli altri dispositivi di sicurezza a causa dell'elevata richiesta e della difficoltà di reperimento dei materiali a causa della chiusura di diverse aziende fornitrici. In questo momento lavorare è già impossibile, non vogliamo mettere a repentaglio la salute dei nostri dipendenti per questo chiediamo un'ordinanza per sospendere l'attività dei cantieri».«È una questione - aggiunge Ghiotti - di responsabilità e rispetto nei confronti dei lavoratori che sono prima ancora prima persone a cui oggi noi imprenditori edili non riusciamo a garantire sicurezza, ma nemmeno la possibilità di andare a pranzo perché sono chiuse tutte le attività di ristorazione. È una situazione che ci vede in difficoltà e che ci costringe a richiedere questa soluzione».Ance Veneto precisa che «in una fase delicata come questa serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. Per questo chiediamo alle stazioni appaltanti, dalla Regione ai Comuni, di sospendere le richieste di iniziare o concludere lavori in quei cantieri che non sono di primaria importanza e questo vale anche per quelli delle utilities collegati agli enti locali. Siamo pronti a fare la nostra parte intervenendo nelle situazioni di emergenza e di priorità, ma il principio che deve guidarci è il contenimento del virus».I costruttori hanno poi ovvie richieste sul fronte economico: «Un'attività a singhiozzo senza le certezze di piena ripresa costa di più, le nostre attività hanno difficoltà, le forniture stanno venendo meno, il trasposto presso i cantieri con i nostri pulmini non può essere fatto e la ristorazione manca. Le nostre esigenze sono diverse dal lavoro in fabbrica, è impossibile applicare il decreto. Dobbiamo eliminare ambiguità e incertezze. Siamo consapevoli che il Covid 19 è innanzitutto un problema sanitario, ma l'onda lunga farà risentire le sue ripercussioni economiche. Chiediamo di provvedere subito allo stop totale con attenti ammortizzatori sociali in grado di rispondere a tutti i nostri dipendenti di cassa integrazione speciale, impiegati compresi; la possibilità di posticipare gli adempimenti contributivi e prestiti bancari; il posticipo delle scadenze contrattuali con conseguente posticipo della consegna lavori; il blocco degli delle gare d'appalto. È la nostra piattaforma di richieste che non sono un'opzione, ma una necessità inderogabile. Non si tratta di un piagnisteo, ma di misure necessarie per evitare di mettere in ginocchio il settore. Da sempre l'edilizia è settore trainante dell'intera economia, stiamo uscendo da un periodo che ci ha massacrato: meglio 15 giorni di sacrificio per tutti per una successiva sicura ripresa». © RIPRODUZIONE RISERVATA