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23/06/2020

I costi della manodopera devono essere esplicitati

ItaliaOggi Sette - Alberto Grifone

CONSIGLIO DI STATO
Nelle gare d'appalto i prezzi relativi al costo della mano d'opera devono essere esplicitati nella proposta, pena la nullità dell'aggiudicazione e conseguente subingresso della seconda classificata. E' quanto ha stabilito il Consiglio di Stato con la recente sentenza n. 1008 del 13/2/2020 (Sez. V, pres. dott. F. Franconieri, Est. dott. G. Grasso) con cui ha accolto il ricorso presentato dalla seconda classificata in una gara d'appalto per servizi di trasporto scolastico, assistita dallo studio Stefanelli&Stefanelli. Come noto l'art. 95, comma 10 del Codice appalti impone espressamente l'obbligo, in capo all'offerente, d'indicare i costi della manodopera, mancando i quali la società aggiudicataria (che non li aveva indicato nella propria offerta), si è vista revocata la vittoria. La questione ha costituito un impegnativo banco di prova per il Consiglio di stato il quale, in adunanza plenaria, aveva rimesso alla Corte di giustizia dell'Unione europea (Cgue) il quesito interpretativo pregiudiziale «se il diritto dell'Unione europea (e segnatamente i princìpi di legittimo affidamento, di certezza del diritto, di libera circolazione, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi) ostino a una disciplina nazionale (quale quella di cui agli articoli 83, comma 9, 95, comma 10 e 97, comma 5 del "Codice dei contratti pubblici" italiano) in base alla quale la mancata indicazione da parte di un concorrente a una pubblica gara di appalto dei costi della manodopera e degli oneri per la sicurezza dei lavoratori comporta comunque l'esclusione dalla gara senza che il concorrente stesso possa essere ammesso in un secondo momento al beneficio del c.d. "soccorso istruttorio'" pur nelle ipotesi in cui la sussistenza di tale obbligo dichiarativo derivi da disposizioni sufficientemente chiare e conoscibili e indipendentemente dal fatto che il bando di gara non richiami in modo espresso il richiamato obbligo legale di puntuale indicazione». La Cgue si è pronunciata affermando che non osta a che una normativa nazionale, come quella italiana, secondo la quale la mancata indicazione separata dei costi della manodopera in un'offerta economica presentata nell'ambito di una procedura d'aggiudicazione di un appalto comporti l'esclusione della medesima offerta senza possibilità di soccorso istruttorio, anche nell'ipotesi in cui l'obbligo d'indicare i suddetti costi separatamente non fosse specificato nella documentazione della gara, sempreché tale possibilità d'esclusione siano chiaramente previste dalla normativa nazionale relativa alle procedure di appalti pubblici espressamente richiamata in detta documentazione. Tuttavia, prosegue la Cgue, se le disposizioni della gara non consentono agli offerenti d'indicare i costi in questione nelle loro offerte economiche, i principi di trasparenza e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che essi non ostano alla possibilità di consentire agli offerenti di sanare la loro situazione e di ottemperare agli obblighi previsti dalla normativa nazionale in materia entro un termine stabilito dall'amministrazione aggiudicatrice. Nel caso specifico Palazzo Spada anche alla luce dei principi espressi dalla Cgue ha così stabilito che l'obbligo di indicare separatamente i costi di manodopera in sede di offerta «discende chiaramente dal combinato disposto dell'articolo 95, comma 10, del codice dei contratti pubblici e dell'articolo 83, comma 9, del medesimo»", il quale non consente la regolarizzazione di carenze concernenti l'offerta tecnica o economica. Pertanto, qualsiasi operatore economico «ragionevolmente informato e normalmente diligente» si presume sia a conoscenza dell'obbligo in questione. Inoltre, la regola opera «anche nell'ipotesi in cui l'obbligo di indicare i suddetti costi separatamente non fosse specificato nella documentazione della gara d'appalto, sempreché tale condizione e tale possibilità di esclusione siano chiaramente previste dalla normativa nazionale relativa alle procedure di appalti pubblici espressamente richiamata in detta documentazione». Sebbene dunque il bando non prevedesse espressamente l'obbligo di separata evidenziazione dei costi in questione, è tuttavia da ritenersi sufficiente, in virtù del principio di eterointegrazione della lex specialis ad opera della lex generalis, che nella documentazione di gara fosse riportata una dicitura per cui per quanto non espressamente previsto nel bando, nel capitolato e nel disciplinare di gara dovesse farsi applicazione delle norme del Codice dei contratti pubblici (e quindi anche dell'art. 95, comma 10). Stante inoltre, nel caso di specie, la circostanza che non era ravvisabile alcuna oggettiva impossibilità d'includere i predetti costi di manodopera nell'offerta economica, dal momento che la modulistica di gara consentiva certamente una loro puntuale indicazione (dimostrato dalla circostanza che la seconda classificata vi avesse puntualmente adempiuto), il Consiglio di Stato ha dunque disposto la definitiva esclusione del aggiudicataria per non aver indicato, nella propria offerta, alcun costo di manodopera. @Riproduzione riservata