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10/02/2021

I conti non tornano per CarraraFiere: dalla Regione soltanto 300mila euro

Il Tirreno - A. V. ; L. B.

Il bando pensato ad hoc per il settore fieristico avrebbe dovuto assegnare 2 milioni per il sostegno del complesso di Marina il futuro della imm
carrara. Da quel bando regionale CarraraFiere si aspettava il doppio, ma per ora dovrà aspettare. «La cifra si aggirerà intorno ai 300 mila euro, speriamo che possa salire il più possibile», dice infatti l'assessore regionale Leonardo Marras sul bando pensato per il settore fieristico della Toscana che si è chiuso lo scorso venerdì; insomma, difficile fornire adesso un dato finito, anche se la prima stima per viale Galilei sembra proprio quella. E già nelle scorse ore era circolata la voce di una somma ridimensionata rispetto a quelle che erano le aspettative all'ombra delle Apuane per poter metter mano alla crisi del complesso. Il bandoLa vicenda è nota. Per dare un contributo in questo momento al settore, da Firenze avevano messo a punto un bando alla fine del 2020 che metteva complessivamente sul piatto 2 milioni di euro come "Misure straordinarie per il sostegno degli enti fieristici". Il grosso dell'importo, l'80 per cento del totale, come spiega sempre l'assessore scendendo nei dettagli, per le fiere più grandi (da superficie) con un contributo massimo che poteva arrivare a 700 mila euro (ovviamente in base al calo del fatturato dichiarato) ciascuna; la parte restante per le fiere più piccole. Contributi a fondo perduto e più generalmente un provvedimento nato per «sostenere e parzialmente ristorare dai mancati guadagni, attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto, il settore fieristico-espositivo, uno dei comparti dell'economia tra quelli che con maggiore profondità hanno avuto ricadute negative derivanti dall'emergenza epidemiologia del Covid-19, causati oltre che dalle prescrizioni per la sicurezza sanitaria, anche dalle conseguenti interruzioni e blocchi della mobilità nazionale e internazionale, che hanno comportano l'annullamento e il rinvio di un numero significativo di manifestazioni». Come platea tutte le fiere toscane, non solo quelle in cui la Regione è azionista (Arezzo, Firenze e Carrara). Tradotto: per l'assessore, aspettarsi contributi solo per le tre grandi fiere non era pronosticabile. E nel frattempo sulla quantità del contributo - i 300 mila euro, per intenderci - arrivano le perplessità di piazza II Giugno. «Vista la situazione dell'azienda e le dichiarazioni dell'amministrazione regionale, ci saremmo aspettatati un intervento finanziario ben più importante che tenesse conto del difficile momento che sta attraversando non solo la nostra società, ma l'intero settore fieristico. Auspichiamo che la Regione Toscana tenga fede agli impegni presi lo scorso agosto e destini ulteriori e più cospicue risorse», commenta il sindaco Francesco De Pasquale riferendosi ai vertici estivi nei quali era intervenuto sulla questione direttamente l'ex presidente della Regione Enrico Rossi. La palazzina ufficiSecca frenata sempre da Firenze («Non ci sono atti che a oggi prevedono acquisto di beni», ancora Marras) su un altro scenario, quello di un possibile acquisto da parte della Regione della palazzina uffici di Imm-CarraraFiere. Ora, dunque, non resta che attendere il piano di risanamento. Nei giorni scorsi erano intervenute anche le sigle sindacali a chiedere risposte sulla vicenda che si sta trascinando da quasi un anno. «Insieme al personale sono in attesa di notizie, ormai da diverso tempo», incalzavano Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Tucs. L'amministratore unico di Imm-CarraraFiere, dal settembre scorso, è il dottor Francesco Amedoro: una nomina dalla Regione Toscana per il commercialista 35enne fiorentino. È lui che sta lavorando al piano di risanamento «Appena avremo il documento ne discuteremo con il Comune (socio con il 40, 8%, la Regione il 36, 4%, ndc)», conclude Marras. Fino ad allora difficile parlare del futuro. -A. V. ; L. B. © RIPRODUZIONE RISERVATA