scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
21/04/2021

I consigli dell’Anac alle imprese in crisi

La Prealpina

APPALTI
ROMA - Il Covid ha tagliato fatturato e commesse alle imprese, ora occorre che gli appalti pubblici siano un'opportunità e non un ulteriore ostacolo per la ripresa. L'Anac ha fornito una serie di indicazioni, a normativa invariata, per predisporre bandi che facilitino la massima partecipazione e la concorrenza, senza penalizzare chi nell'anno dell'emergenza si è visto ridurre il lavoro. «Gli affidamenti pubblici devono rappresentare uno strumento per consentire alle imprese di rialzarsi. Abbiamo voluto spronare le stazioni appaltanti ad utilizzare tutta la flessibilità consentita dal Codice dei contratti pubblici», spiega il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busia. Molto infatti, a suo avviso, si può fare anche senza riforme normative e «l'Anac intende usare tutte le leve a sua disposizione in questa direzione». Le indicazioni inviate alle stazioni appaltanti, ossia ai centri di spesa della P.A. che bandiscono le gare per forniture e lavori pubblici, e pubblicate sul sito dell'Autorità, riguardano sia i requisiti di capacità economica e finanziaria che di capacità tecnica. Il fatturato minimo annuo è uno degli elementi che possono essere richiesti dai bandi per valutare l'affidabilità di chi stipula un contratto con la pubblica amministrazione, la legge prevede che debba essere fino al doppio dell'importo a base d'asta, e questo potrebbe mettere in difficoltà le imprese sugli appalti di una certa entità. L'Anac suggerisce quindi di abbassare la soglia e, ad esempio, di valutarlo nell'arco del triennio precedente. Stesso discorso per i servizi erogati: i bandi potranno prendere in considerazione «la prova relativa a forniture o a servizi forniti, o effettuati più di tre anni prima».