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01/10/2021

I COMUNI: FONDI DIRETTI E SEMPLIFICAZIONI

ItaliaOggi - Francesco Cerisano

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza / DOSSIER
La finanza comunale, seppur «complessivamente in buona salute», necessita di un forte intervento statale sulle risorse correnti, anche in prospettiva del Piano nazionale di ripresa e resilienza e della definitiva attuazione del Federalismo fiscale. Per questo è necessario un intervento strutturale sulla finanza locale, «in grado di assorbire in modo sistematico i divari esistenti». Con una forte perequazione verticale, da parte dello Stato, che garantisca l'erogazione dei servizi minimi tutelati dalla Costituzionale (Lep) e la sopravvivenza dei piccoli comuni e le aree interne. In audizione dinanzi alla Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, il sindaco di Novara e presidente dell'Ifel, Alessandro Canelli, ha fatto il punto sulle richieste dei sindaci in vista dell'attuazione del Recovery plan, di cui i municipi si candidano a diventare tra i principali soggetti attuatori vista la loro capacità di investimento che, durante la pandemia, non si è ridotta. Nel 2020, infatti, nonostante le difficoltà dovute al Covid, i comuni hanno mantenuto nel 2020 una capacità operativa forte sul versante degli investimenti; hanno aumentato del 2,3 % i pagamenti, portando a circa 10 mld. di euro la spesa erogata, dopo l'aumento del 14% registrato nel 2019. Nel primo semestre del 2021, l'incremento è paro al 23%, con una netta ripresa del trend positivo ante pandemia. «È nell'interesse nazionale mettere gli enti locali, nelle condizioni di poter effettivamente utilizzare le risorse che saranno erogate, attraverso apparati e regole profondamente rinnovati», ha spiegato il sindaco di Novara, secondo cui «gli obiettivi quantitativi e temporali del Pnrr non sono raggiungibili senza un profondo ripensamento del quadro di regole costruito nello scorso decennio in un contesto del tutto differente dall'attuale». Per questo l'Anci chiede finanziamenti diretti e non intermediati dalle regioni a sostegno degli investimenti, un ampliamento delle semplificazioni al codice degli appalti, un'ampia semplificazione degli strumenti di programmazione degli enti locali (in parte anticipata per i piccoli comuni ma da estendere ulteriormente), l'allentamento dei vincoli sulle assunzioni di personale qualificato, anche in deroga ai criteriintrodotti dall'art. 33 del dl 34/2019, in corso di estensione alle Città metropolitane e alle province. I comuni lamentano anche difficoltà di accesso ai dati dell'Anagrafe tributaria. A un anno dall'entrata in vigore della legge di conversione del dl Semplificazioni 2020 (dl 76/2020) che ha previsto per gli enti locali la possibilità di accedere gratuitamente alle informazioni relative ai debitori presenti nell'Anagrafe tributaria (ma anche ai dati conservati da banche, poste e intermediari sulle operazioni finanziarie effettuate, ad eccezione di quelle di importo inferiore ai 1500 euro), tale chance è rimasta di fatto inattuata. A causa dell'alt imposto dall'Agenzia delle entrate in assenza di un preventivo parere del Garante privacy. E a nulla è finora valsa la proposta dell'Anci di allestire, per dare rapida applicazione alla norma, un sistema di accesso alle informazioni «cieco», cioè in grado di rendere all'ente locale il solo dato del rapporto finanziario esistente e capiente rispetto a liste certificate di debitori. Una soluzione che scongiurerebbe il rischio di mettere in circolo troppe informazioni e richiederebbe al Garante un parere su un dispositivo reale e non sulle modalità per gestire una prescrizione normativa. Lo ha evidenziato sempre Canelli che è stato ascoltato dalla commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria sul tema della digitalizzazione e della interoperabilità delle banche dati fiscali», un argomento cruciale nell'ottica del Pnrr che per la missione «Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura» prevede risorse per 40,73 mld e riserva 9,75 mld alla componente «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella p.a.». Bruxelles ritiene infatti che per offrire a cittadini ed imprese servizi efficienti ed accessibili la p.a. necessiti di una trasformazione digitale che porti a compimento i necessari processi di integrazione delle banche dati, di migrazione al cloud, di semplificazione delle procedure e di cybersecurity. Secondo Canelli, il congelamento dell'accesso all'anagrafe tributaria sta anche rendendo molto più complesse le verifiche comunali sui cittadini che chiedono di usufruire dei servizi comunali in base all'Isee. Gli enti sono costretti a controlli complessi sulle dichiarazioni che potrebbero essere semplificati con un più ampio ed integrato utilizzo dei dati dell'Anagrafe tributaria. Un altro fattore che contrasta con l'ampliamento delle fonti informative disponibili per i comuni è rappresentato dall'onerosità di dati che, seppur integrati nell'Anagrafe, provengono da sistemi ad accesso ordinariamente oneroso, quali il Pubblico registro automobilistico (PRA) e l'archivio nazionale delle società (UnionCamere-Cerved). L'Anci, attraverso il sindaco di Novara, ha chiesto che venga affermato il principio secondo cui l'interesse pubblico per la consultazione e l'utilizzo dei dati derivati da altri sistemi informativi pubblici per finalità istituzionali deve prevalere sulle regole di settore che eventualmente prevedano per i comuni l'onerosità delle informazioni trattate. Altro tema delicato riguarda la partecipazione dei comuni all'accertamento dei tributi statali, tuttora incentivata attraverso l'acquisizione ai comuni segnalanti dei maggiori gettiti incassati. I dati più recenti confermano che i risultati raggiunti sono caratterizzati da una forte disomogeneità territoriale e quindi da ampi margini di miglioramento. L'Anci chiede di prevedere incentivi per la gestione delle entrate e il recupero dell'evasione. Attualmente la facoltà è esercitabile solo dagli enti che approvino il bilancio entro il 31/12.