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06/02/2020

I Comuni dissidenti restano con il Clir in attesa dei giudici

La Provincia Pavese - U.D.A.

Candia
CANDIA. I sei Comuni dissidenti del Clir emetteranno una seconda ordinanza per garantire la prosecuzione della raccolta dei rifiuti. È la strategia di Candia, Castello d'Agogna, Castelnovetto, Rosasco, Sant'Angelo e Zeme, che hanno deciso di proseguire nella lite giudiziaria contro il Clir e la Teknoservice di Piossasco, firmatari del ricorso al Tar Lombardia contro l'assegnazione della gara d'appalto alla Sangalli Giancarlo & C. di Monza. «I legali di Clir e Teknoservice - riassume il sindaco di Candia Stefano Tonetti - avranno tempo fino alla metà di febbraio per depositare il ricorso contro la Centrale unica di committenza di Cilavegna, che aveva assegnato l'appalto alla ditta di Monza escludendo appunto Clir e Teknoservice. I nostri sei Comuni, poiché il ricorso e il controricorso faranno allungare i tempi, ordineranno al Clir di prorogare la raccolta dei rifiuti urbani fino alla chiusura della lite giudiziaria». Le due società dei rifiuti si erano affidate allo studio legale Orofino di Casamassima, in provincia di Bari, esperto in diritto amministrativo e civile per cercare di subentrare nell'appalto in questione. In particolare, Clir e Teknoservice hanno chiesto al Tar Lombardia di annullare gli atti della gara.«Da subito - commenta Federica Bolognese, presidente del Clir di Parona - avevamo ritenuto profondamente ingiusta l'esclusione dalla gara d'appalto e ora gli avvocati hanno ribadito questo atto "illegittimo". In sintesi, chiediamo al Tar Lombardia di dichiarare l'inefficacia del contratto eventualmente stipulato fra i sei Comuni e la ditta Sangalli, e il conseguente subentro delle società ricorrenti, cioè Clir e Teknoservice, nel servizio d'igiene urbana». Dopo l'esito dell'appalto, i sei Comuni avevano chiesto al Clir di gestire la fase transitoria nei primi due mesi del 2020: la Sangalli dovrebbe arrivare il 1° marzo, ma ora tutto dovrebbe slittare a data da destinarsi. --U.D.A.