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05/06/2019

I colossi della sanità sulla Rsa Santuario: via alla gara per la gestione

Il Secolo XIX

il modello degli ospedali di cairo e albenga anche per gli anziani Scade la convenzione tra Asl savonese e Opere Sociali Bando da circa 2 milioni di euro, struttura da 160 posti letto Alberto Parodi / SAVONA Le Opere Sociali potrebbero "perdere" il Santuario, inteso come residenza di assistenza per gli anziani sulla piazza della basilica, la cui gestione verrà messa in gara dalla proprietà dell'Asl. Un bando che avrà un valore di circa 2 milioni di euro.La gestione della residenza assistenziale (sia Rsa sia Residenza protetta) di proprietà Asl e gestione Opere Sociali, con circa 160 posti letto per oltre un centinaio di dipendenti, rischia di passare di mano e di finire nelle mani dei grandi gruppi lombardi. A luglio infatti è prevista la scadenza della convenzione d'uso della durata di 9 anni tra "proprietà" (Asl 2) e "affittuari" (Opere Sociali), titolari di una concessione diretta. Una convenzione non più estendibile. Niente deroghe, niente proroghe. Se non quelle necessarie per arrivare alla gara/bando decisa dagli uffici di Regione e Asl dopo mesi di trattative, consultazioni e pareri legali. Infatti con le nuove normative previste dal codice degli appalti si dovrà avviare una procedura a evidenza pubblica con una gara in cui potrebbero arrivare gruppi e imprese da fuori leader nel settore dell'assistenza agli anziani capaci di fare concorrenza alle Opere La residenza assistenziale del Santuario gestita dalle Opere Sociali Sociali. I cui vertici hanno già annunciato che parteciperanno al nuovo bando. Il commissario Asl Paolo Cavagnaro, nominato dalla Regione e in scadenza il mese prossimo, rassicura insieme al presidente di Opere Sociali sul futuro di chi lavora nella struttura del Santuario. «Come previsto dalla normative di legge sulle clausole sociali anche in occasione di gare e bandi pubblici verrà inserito il requisito del mantenimento in servizio degli attuali dipendenti». La tempistica indica in due anni i tempi di conclusione dell'iter con l'assegnazione ai "nuovi" gestori che potrebbero essere ancora quelli di Opere Sociali Servizi spa (il braccio operativo di Opere Sociali che ne controlla il 68%, e di cui fanno parte Cooperarci e Faggio riuniti nel Crees). A patto che vincano la gara per il nuovo bando. Nessuna assegnazione diretta quindi tra enti pubblici come auspicato da Opere Sociali che puntava al rinnovo della concessione per altri nove anni. L'Asl ha deciso diversamente. Si farà la gara. L'orientamento è stato confermato dallo stesso Cavagnaro: «L'ufficialità sulla decisione di fare una gara per il Santuario ci sarà il mese prossimo tramite apposita delibera. Il nostro orientamento è questo, come previsto dalle nuove normative del codice degli appalti. Un bando che prevederà anche l'ampliamento dei servizi per i pazienti». Le lettere con le comunicazioni di Asl e Regione sono partite e sono arrivate negli uffici di Opere Sociali all'inizio della settimana. Il presidente Giovanni De Filippi davanti al timore di vedersi sfilare il Santuario spiega: «Sicuramente parteciperemo forti del nostro bagaglio di esperienza e competenza nel settore dell'assistenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche l'amministratore di De Filippi e Rambaudi: «Parteciperemo forti della nostra esperienza» Opere Sociali Servizi, l'ex assessore regionale alla sanità Lorena Rambaudi: «Andiamo a giocarcela». Rambaudi, in scadenza di mandato (la prossima settimana è in programma il cda per esaminare la sua riconferma e le altre cinque candidature arrivate), non nasconde come i pareri delle Opes fossero a favore di un'assegnazione diretta tra enti pubblici. La struttura, destinata a pazienti parzialmente autosufficienti, dispone di circa 160 posti letto tra Rsa e Rp su tre piani di cui circa 90 accreditati Asl (95 di Rp di cui 71 convenzionati e 24 privati, come Rsa 73 posti letto di cui 63 convenzionati e 10 privati). Il timore al Santuario è ora quello di assistere allo sbarco di grandi gruppi privati (un po' come accaduto per gli ospedali di Cairo e Albenga) lontani dalla tradizione savonese. -