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04/06/2019

I Cinque Stelle promettono lealtà per non perdere la poltrona

Libero - TOBIA DE STEFANO

I GRILLINI TREMANO
Di Maio conferma fedeltà al governo, tuttavia avvisa: troppi attacchi ai nostri ministri. Toninelli: basta stupidaggini. Però in serata ennesima fumata nera sull'emendamento sblocca-appalti
■ Ci ha messo un po' di tempo prima di rispondere all'ultimatum di Conte sulla tenuta in vita del governo. Prima ha studiato, poi eleborato, quindi diramato via social un messaggio che ha un significato inequivocabile: Luigi Di Maio e buona parte dei parlamentari Cinque Stelle non vogliono mollare la poltrona. Sono consapevoli che se scendono da questo treno non ne troveranno un altro. E quindi pur di restarci abbarbicati sono disponibile a sposare i cavalli di battaglia del Carroccio, purché lo stesso Carroccio trovi il mondo di metterli in pratica. La dimostrazione, al di là delle frasi di circostanza che comunque non mancano («Noi siamo leali», «Vogliamo metterci subito al lavoro», «Questa è l'unica maggioranza possibile» ecc.) sta nel mini-programma stilato dal leader Cinque Stelle per rilanciare l'azione dell'esecutivo: «Da domani - scrive Di Maio - serve un vertice di governo in cui vogliamo discutere insieme: la revisione dei vincoli europei per abbassare le tasse agli italiani anche con la Flat Tax; il salario minimo orario per i lavoratori italiani; il provvedimento sugli aiuti alle famiglie che fanno figli». Al primo punto, la nuova priorità dei pentastellati diventa la flat tax da finanziata in buona parte con la revisione dei vincoli europei. Una posizione "copiaincollata" da quella della Lega. Ribadita dal ministro Giulia Grillo: «Siamo pronti a votarla». E completamente agli antipodi rispetto a quella espressa qualche ora prima da Conte che escludeva qualsiasi fuga in avanti rispetto alle regole di Bruxelles. La strategia è chiara. Di Maio e compagni vogliono stanare Salvini (che poco prima aveva detto: o si fa la tassa piatta o questo governo muore) e per farlo sono disposti a metterlo alla prova. I grillini hanno un'unica richiesta per il Carroccio: basta con gli attacchi ai ministri M5S. Attacchi che hanno un bersaglio su tutti, quello che risponde al nome di Danilo Toninelli. Ultimo tema del contendere, la nave da crociera che si è schiantata contro un battello a Venezia. «Sulla questione di Venezia - ha spiegato Toninelli sono stufo delle stupidaggini di Salvini, ha il mio numero può chiamarmi. Se lo avesse fatto avrebbe evitato di sparare stupidaggini». Si tratta dello stesso Toninelli che sulla questione flat tax è molto meno aggressivo: «Salvini faccia un tavolo perenne al Mef, trovi le soluzioni all'applicazione della flat tax e lo mandi avanti, non ci opporremo». Vedremo. Anche perché in serata è arrivata un'altra fumata nera sullo sblocca-cantieri. A Palazzo Chigi si doveva discutere dell'emendamento caro alla Lega sullo stop di due anni al codice degli appalti, ma dopo nemmeno un'ora il dialogo si è interrotto e Toninelli ha accusato il Carroccio di «voler far saltare il decreto e magari mettere a rischio il governo». Secondo altre voci interne al governo «al tavolo c'erano poche motivazioni tecniche e molto puntiglio politico, perciò il lavoro si è interrotto». E lo scontro continua. I punti IL MINI PROGRAMMA «Da domani - scrive Di Maio su Facebook - serve un vertice di Governo per disutere di revisione dei vincoli europei per abbassare le tasse... di salario minimo orario... e di aiuti alle famiglie che fanno figli». CASO VENEZIA Sull'incidente di Venezia Salvini attacca M5S: senza i loro "no" si poteva evitare. La replica di Toninelli: stupidaggini.

Foto: A sinistra il ministro del Lavoro e vicepremier dei 5 Stelle Di Maio, sopra il ministro dell'Interno e vicepremier della Lega Salvini (LaPr.)