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25/08/2020

I baroni più scaltri del “trojan” «Non parlano, intercettarli è inutile»

QN - La Nazione

Captate battute e frasi criptiche, gli inquirenti mollarono: «Erano consapevoli del rischio di essere ascoltati» Ma da vecchie chat sono stati ricostruiti passaggi del bando sotto accusa, vinto dal cardiochirurgo Stefàno
di Stefano Brogioni FIRENZE «Ti posso dire una cosina che resta fra me, te e il maresciallo che ci sente?». E' il 27 giugno 2019: il giorno dopo, esploderà ufficialmente a Careggi l' affaire Stefàno, con le perquisizioni all'indiscusso leader della cardiochirurgia e ad altri 'baroni'. Ma ancora prima che l'inchiesta sul presunto concorso pilotato divenisse pubblica, i «bersagli» delle intercettazioni della squadra mobile, coordinata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, erano già attenti e guardinghi nelle loro conversazioni al telefono. Tanto che gli inquirenti, persuasi che le conversazioni non aggiungeranno materiale probatorio, alzano le mani e staccano gli ascolti dopo appena qualche giorno. Dissinescando addirittura il solitamente temuto ''trojan'', il software spia da inoculare nello smartphone che trasforma il dispositivo in un registratore ambientale. Nelle trascrizioni restano frasi criptiche. Come «l'eziologia di tutta questa vicenda è il mistero dell'aiuola pestata», detta dal professor Niccolò Marchionni al collega Stefàno, aggiugendo che «l'aiuola può essere interpretata anche in senso metaforico per chi ci ascolta», confermando quindi che, forse per la precedente inchiesta sempre sui concorsi di Careggi, l'ambiente universitario ha maturato una certa scaltrezza, telefonica e non solo. «Lo raccomando all'altro» A dir la verità, non tutti sono così parsimoniosi nelle conversazioni e qualcosa alla fine scappa. Marco Carini - che pure invita suoi interlocutori a privilegiare le conversazioni su «telefoni fissi» - ce l'ha con Massimo Bonacchi, il professore che secondo l'accusa avrebbe dovuto «prestare» i propri lavori a Stefàno per fargli acquisire punteggio per il concorso in cambio di un maggior coinvolgimento nell'attività operatoria (i pm ipotizzano il reato di tentata concussione in danno di Bonacchi). Con l'ex prorettore Paolo Bechi, Carini si sfoga: «Si è fatto di tutto per favorire il suo inserimenIL COLLOQUIO «Ti posso dire una cosina che resta fra noi e il maresciallo che ci sente?» to». «Quando mi chiamerà un magistrato, un questore e qualche notabile che vuole essere raccomandato per fare operare qualcuno da Stefàno, gli dirò di andare a Maastricht da Gelsomino», ironizza, ma probabilmente neanche troppo, ancora Marchionni. «Speriamo almeno di essere messi nella stessa cella», la risposta del prof Corrado Poggesi. Tra i commenti post perquisizioni, ci sono anche accuse di calunnia all'indirizzo di Bonacchi (che ha reso dichiarazioni ai magistrati) ma, per gli inquirenti, proprio alla luce del fatto che molti protagonisti dell'indagine ritenevano di essere intercettati «è da valutare l'attendibilità di quanto registrato». Il bando via chat Se le conversazioni intercettate sono diventate improvvisamente sintetiche e stringate, più corposo è il materiale ricavato dalle chat dei telefonini sequestrati REQUISITI DEL CANDIDATO «Non possiamo dire come deve essere ma quali caratteristiche sono richieste» che la squadra mobile della questura ha consegnato al procuratore Tescaroli . Nel gennaio 2018 a Careggi si sta lavorando per approntare il bando per la cattedra di associato di cardiochirurgia. Il giorno 19 si scrivono Marchionni e Poggesi: parlano del "rivale" di Stefàno, Gelsomino, che è professore ordinario all'università di Maastricht. Marchionni: Ok. Stavo riflettendo: al bando possono partecipare anche soggetti che non hanno l'abilitazione? Ora non lo ricordo e non posso verificare Poggesi: No devono essere già PA (professore associato, ndr) o avere l'abilitazione M.: PA all'estero? Perché a me consta che quello non abbia abilitazione P.: Credo di sì P.: Non ce l'ha. Allora risulta con titolo equipollente in Olanda M.: Bisogna puntare su attività clinica. Perché credo abbia anche un PhD che il nostro non ha P.: Il PhD l'ha preso in Olanda M.: Sai tutto! Non è che lo hai chiamato tu? (emoticon arrabbiata) P.: (emoticon che ride) Le attività del candidato Tre giorni dopo, il bando sembra pronto. Poggesi scrive ancora a Marchionni: «Il bando è ok. Non possiamo dire come deve essere il candidato ma solo quali sono le attività che gli vengono richieste (da cui si può dedurre come deve essere il candidato)». La polizia ha recuperato anche un allegato inviato da Stefàno a Marchionni. Nel testo c'è scritto quali sono le caratteristiche richieste al candidato per cardiochirurgia. L'allegato arriva, annotano gli investigatori, «due giorni prima che la Commissione, con seduta telematica, stabilisca 'i criteri per la valutazione delle pubblicazioni scientifiche, del curriculum riferito all'attività scientifica e del curriculum riferito all'attività didattica dei candidati'». La nuova commissione Gelsomino ricusa la prima commissione nominata che dovrà giudicare i candidati. Nel terzetto di professori, c'è n'è uno che ha già dato l'abilitazione a Stefàno. L'università revoca in autotutela il decreto. Poggesi: Mi ha chiamato Luigi (il rettore Dei, ndr). Credo che abbia chiamato sia che PL (Pierluigi Stefàno, ndr). Il concorso DEVE andare avanti. Marchionni: Appena puoi chiamami. Il concorso VA avanti. Ma ti devo dire. La chat recuperata è del 20 settembre 2018. A quel tempo, le intercettazioni non erano attive. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE TAPPE

Dieci indagati C'è anche il rettore

Un braccio di ferro lungo tre anni per la cattedra

1La pubblicazione Nel dicembre del 2017 viene pubblicato il concorso per professore associato di cardiochirurgia. Partecipano Pierluigi Stefàno, già primario di Careggi, e Sandro Gelsomino, prof associato a Maastricht.

2Prima commissione Nell'aprile 2018 viene nominata la commissione giudicatrice, che verrà ricusata da Gelsomino.

3L'assegnazione Nel dicembre 2018, dopo la nomina di una nuova commissione, viene decretata l'assegnazione a Stefàno.

4L'indagine Nel giugno 2019, perquisizioni per il vincitore del concorso e altri baroni. Poche settimane fa la chiusura dell'indagine: in 10 sotto accusa, tra loro anche il rettore Luigi Dei.


Foto: Il procuratore aggiunto Luca Tescaroli (sotto) titolare dell'inchiesta sui concorsi di Careggi