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29/08/2020

«I banchi a rotelle? Mai chiesti» Il Cts smentisce Arcuri il censore

La Verita' - CARLO TARALLO

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico: abbiamo valutato solo quelli monoposto. Il commissario tace ancora sull'identità delle imprese che si sono aggiudicate il maxi appalto e contratta pure forniture extra gara
r f j • 11 banco di prova della fornitura dei banchi scolastici si J v A sta rivelando un ms vero e proprio calvario per il commissario a rotelle Domenico Arcuri. Tra banchi da corsa e gare d'appalto i cui vincitori vengono tenuti nascosti, manco si trattasse di strumentazioni di controspionaggio, Arcuri è nel suo piccolo protagonista di uno dei capitoli della tragicommedia intitolata La scuola italiana ai tempi del Covid. A proposito dei banchi a rotelle, pomposamente chiamati «sedute innovative», su Arcuri (e pure sul ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina) piomba la scomunica di Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico. «Sui banchi a rotelle», spiega Miozzo in audizione alla Camera davanti alla commissione Cultura, «il Cts non si è mai espresso, nessuno ci ha mai chiesto una valutazione. L'Inail ci chiese quelli a seduta fissa, noi abbiamo valutato l'ergonometria di quelli». Il bando emanato lo scorso luglio prevede la fornitura di due milioni di banchi monoposto e 350.000 a rotelle, che a questo punto non si sa bene chi abbia richiesto. In attesa di vedere 350.000 studenti italiani sfrecciare lungo i corridoi delle scuole a bordo dei banchi da corsa (attenti ai tamponamenti, ragazzi, soprattutto di questi tempi) continuiamo ad appassionarci al giallo dell'estate, quello delle ditte che si sono aggiudicate il super appalto. Oggi inizierà, dai comuni di Codogno, Alzano e Nembro, colpiti drammaticamente dalla pandemia, la distribuzione dei banchi, ma i nomi delle aziende fornitrici non si conoscono. «È vero», ha detto alcuni giorni fa Arcuri al Corriere della sera, «che non abbiamo pubblicato ancora i dati, lo faremo quando saremo certi di evitare che vengano strumentalizzati per polemiche politiche». Il risultato di cotanta delicatezza è stato che le polemiche politiche intorno a questo argomento si sono inevitabilmente arroventate, e non c'era da aspettarsi altro: parliamo di forniture gigantesche, e di un esborso prevedibilmente astronomico da parte dello Stato, quindi dei contribuenti italiani. Il thriller per ora ci ha riservato alcuni lampi di verità: si sa che i nuovi banchi verranno forniti da il aziende, 7 italiane e 4 straniere, provenienti dall'Unione europea. Il Sole240re ha rivelato che una di queste imprese è un'Ati costituita da sette aziende associate ad Assufficio, che si sono consorziate per rispondere al massimo delle loro possibilità al bando di gara, fornendo 500.000 banchi monoposto e circa 125.000 sedie, che verranno destinate per lo più al Sud, principalmente in Sicilia, Calabria Puglia e Basilicata. Di Assufficio, sempre secondo il quotidiano di Confindustria, fanno parte anche altre due aziende che si sono aggiudicate l'appalto: la Quadrifoglio, che ha partecipato in solitaria e che dovrebbe produrre il lotto minimo (200.000 banchi), e la minicordata di Estel con Omp, che forniranno qualche decina di migliaia di banchi con le rotelle in diverse regioni d'Italia. Un altro tassello di questo mosaico arriva dal quotidiano Domani, secondo il quale i contratti per la fornitura dei banchi sono negoziati azienda per azienda, e vengono richieste anche forniture extra gara, dopo che Arcuri ha modificato due volte il bando: l'ultima variazione, del 29 luglio, a un giorno dalla scadenza, ha prorogato la data finale per la presentazione delle offerte al 5 agosto, la sottoscrizione dei contratti dal 7 al 12 agosto e la fornitura dei banchi dal 31 agosto all'8 settembre «con conseguente proroga di fatto, del termine ultimo di ritardo tollerato per la consegna dei prodotti dal 7 settembre 2020 al 12 settembre 2020». II giorno stesso della aggiudicazione della gara, secondo Domani, Arcuri avrebbe comunicato in maniera informale un'ulteriore proroga della consegna a fine ottobre. Non solo: «Per rispondere alle richieste delle scuole, dopo aver modificato i termini di consegna e mentre si definiscono i contratti azienda per azienda, il commissario», si legge sul quotidiano, «sta chiedendo di contribuire alle forniture anche oltre a gara a cui diverse imprese non hanno partecipato, proprio perché non potevano rispettarne le condizioni». Condizioni, quelle previste originariamente dal bando, che hanno convinto molte aziende leader del settore a non partecipare alla gara. Una delle aziende che si è aggiudicata la fornitura è la abruzzese Vastarredo, che, insieme alla Mobilferro, coprirà il 70 per cento della fornitura dell'associazione temporanea che ha partecipato con un'offerta di 500.000 banchi e 130.000 sedie. Gli altri cinque soci si occuperanno del restante 30 per cento. I tempi? «Consegneremo tutto in due mesi», dice a Domani Emidio Salvatorelli, il presidente di Vastarredo. «Abbiamo trenta giorni di tempo secondo la legge per pubblicare i nomi dei vincitori. Di certo lo faremo prima della scadenza, ma ricordo che il commissario poteva anche non fare la gara e avvalersi dell'affidamento diretto. Il bando è stato modificato dopo che le aziende hanno chiesto chiarimenti», risponde l'ufficio stampa del commissario Arcuri. «Poteva anche avvalersi dell'affidamento diretto»: questa frase, per chi mastica un po' di rudimenti del settore degli appalti pubblici, potrebbe voler dire che si è scelto di fare una gara per «coprirsi» da eventuali contestazioni politiche e/o approfondimenti da parte degli organi di controllo. Risultato: polemiche incandescenti e Arcuri sulla graticola. A rotelle, of course.

Foto: RIAPERTURA Ancora ritardi per l'allestimento delle aule con il nuovo arredamento scolastico. Il commissario Domenico Arcuri


Foto: (nella foto Ansa a


Foto: sinistra) prende tempo per completare i lavori