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29/06/2021

Hera Luce contro Enel Sole-Ivano Gaina: ricorso sul maxi appalto dei lampioni

Il Tirreno - Manuela D'Angelo

I giganti del settore si contendono una gara da oltre 24 milioni di euro per l'illuminazione pubblica e la smart-city soldi pubblici
massa. Il piano è di là da partire, ma le carte bollate già sono in circolazione. Il grande appalto per la gestione dell'illuminazione pubblica di Massa tramite project financing è già all'attenzione dei giudici del tribunale amministrativo di Firenze. A presentare ricorso, la Hera Luce, gigante delle utiliy, piazzatasi seconda nella gara dietro a Enel Sole Gaina Ivano, il tandem cioè tra Enele e la azienda massese di forniture elettriche.Si torna dunque a parlare del mega bando per l'illuminazione pubblica e per il servizio "smart city" del Comune di Massa, ovvero un appalto da 24 milioni e 300mila euro, in 18 anni, diventato da subito preda ambiziosa per i colossi del settore energetico, ma già finito davanti al Tar, dopo che Hera Luce, seconda classificata, ha impugnato il bando davanti al Tar. Un ricorso che rischia di bloccare tutto, prevede Uilian Berti, esponente di Leu ed ex assessore, secondo i quale «si preannuncia una battaglia legale lunga e pure dolorosa per il Comune e l'amministrazione del sindaco Francesco Persiani. Che l'affare project fosse un gran pasticcio lo si era capito sin dall'inizio e come era prevedibile il maxi piano ha trovato il primo grande ostacolo lungo il suo percorso».L'11 giugno scorso, infatti, Hera Luce, seconda classificata nella gara, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo di Firenze per chiedere l'annullamento dell'atto di aggiudicazione, preannunciando un lungo contenzioso: «C'era da aspettarsi un parapiglia per accaparrarsi l'aggiudicazione di un boccone così ghiotto - continua Berti - Un progetto a cui si è arrivati in maniera opaca sotto il profilo politico e amministrativo. Resto dell'opinione che nel merito dovrebbe intervenire pure la Corte dei Conti e non escludo che questo possa avvenire anche a seguito delle decisioni dei magistrati amministrativi del Tar».Molte, secondo il consigliere Uilian Berti, le ombre e le criticità del project, «sollevate dalla politica e dalle associazioni di categoria ben prima di andare a gara, ma ignorate dall'amministrazione che ha preferito tirare dritto scavalcando in maniera informale anche il ruolo del consiglio comunale che si è trovato a votare e approvare un mega piano a occhi chiusi. Dubbi e domande sono rimasti senza risposta- continua- Non abbiamo avuto chiarimenti sulla frettolosa dichiarazione di pubblica utilità dell'unica proposta formalmente corretta pervenuta, perché altre comunque ne sono arrivate all'attenzione del Comune. Non ci sono state date risposte sulla mancanza di una doverosa preventiva presentazione negli strumenti di programmazione, così come sulla scelta di evitare una manifestazione pubblica di interesse, che avrebbe consentito di valutare un più ampio ventaglio di opportunità. E ancora non ci è chiaro perché l'amministrazione abbia voluto omettere di redigere un vero Piano della pubblica illuminazione che avrebbe consentito una complessiva programmazione e pianificazione di un settore strategico: corpi illuminanti, wi-fi, telecamere, telefonia, decoro urbano. Ogni discussione pubblica e politica è venuta meno e in consiglio è arrivato solo un atto vuoto. Non sappiamo neppure se sia stato incaricato un perito tecnico esterno per una stima del valore economico residuo degli impianti che il Comune dovrà pagare a Enel per 600mila euro, così come le penali per la rescissione del contratto ancora in essere con la stessa società e le spese di progettazione da riconoscere al proponente».Insomma, secondo Berti la giunta Persiani «non ha condiviso né ascoltato, e oggi ci troviamo di fronte ad una disputa legale destinata a durare molto, senza poter vedere l'atteso cambiamento dell'illuminazione e dei servizi di smart city». --Manuela D'Angelo© RIPRODUZIONE RISERVATA