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29/07/2018

Guido Giustetto “Ora ci vuole un superbando per rimettere in piedi gli ospedali della regione”

La Repubblica - s.str.

Intervista
«A questo punto credo che serva un super bando che possa sanare la situazione della carenza di specialisti», dice Guido Giustetto, presidente dell'Ordine dei medici di Torino. Dottor Giustetto, cosa intende per super bando? «Un arruolamento di tutti i medici che si sono laureati negli ultimi anni e non sono riusciti a entrare in specialità per lo scollamento fra i posti disponiibli nelle facoltà e quelli nelle specialità. Medici rimasti in un limbo che non consente di lavorare se non in maniera precaria».
Quindicimila medici fuori in Italia. Quanti in Piemonte? «Potremmo dire circa 1500 medici».
Un super bando del genere costerà una somma altissima, non crede? «Dai calcoli circa 350 milioni per quattro anni. Certo una somma molto importante, ma è lo 0,3 del fondo sanitario nazionale. Se il ministro vuole risolvere il problema è la maniera più rapida e più corretta e penso che tutti gli attori coinvolti, dalle Università alle Regioni agli Ordini, dovrebbero collaborare per ottenere questo risultato». Che cosa ne pensa delle proposta dell'assessore Saitta, condivisa anche dall'Anaao, di ricorrere agli specializzandi? «Sono d'accordo. È una strada che tampona la situazione. Si deve soltanto fare in modo che gli specializzandi siano garantiti nelle loro responsabiltà e siano regolarmente affiancati. Per esempio, ritengo che non debbano fare turni di notte ma possano avere una loro autonomia decisionale».
Cosa ne pensa l'Ordine dei medici del ricorso alle cooperative e società di reclutamento del personale? «Stanno tamponando una situazione ma senza dubbio siamo lontani dall'ideale. Innanzitutto per le retribuzioni, perché devono lasciare una quota e non vengono inseriti in un ruolo sanitario preciso, e poi perché non hanno chance di carriera e non hanno nulla neppure dal punto di vista previdenziale». Non sarà pure che i medici sono pochi disponibili ad andare a lavorare a Borgosesia? «Non lo credo. Sono sempre andati, ma è indubbio che se aumenta la domanda un professionista sceglie il posto che gli è più congeniale. Il problema però è uno solo, mancano gli specialisti».
La carenza tocca più il territorio o glli ospedali? «In questo momento il problema si avverte di più negli ospedali ma le proiezioni per i medici di famiglia sono drammatiche. Non è ora, ma le difficoltà si sentiranno presto. Per fare un esempio nella mia area, a Cambiano e Pecetto, non sono riusciti a coprire due carenze e si spostano due medici da Poirino».
Quali saranno le conseguenze? «Lo vediamo già ora. I tempi di attesa sono lunghi e la possibilità di accedere ai servizi pubblici è farraginosa. Chi può si rivolge al privato: i ticket sono elevati e molte strutture private fanno offerte. Una conferma arriva dai dati nazionali più recenti: un calo dei ricavi da ticket del 3 per cento a livello nazionale. Non credo che le cifre piemontesi siano più basse». - ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Presidente Guido Giustetto, medico di base, già vicepresidente dell'Ordine dei medici, ne è il presidente da


Foto: novembre dello scorso anno: "Occorre arruolare tutti gli studenti che si sono laureati negli ultimi anni e non sono riusciti a entrare in specialità"

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