scarica l'app
MENU
Chiudi
14/05/2020

GUIDO CROSETTO Questo Stato deve scomparire. Solo una deregulation totale ci salverà dal collasso

Panorama - Stefano Vespa

INTERVISTA/2
L'ex sottosegretario alla Difesa e fondatore di Fratelli d'Italia è netto: «Bisogna far ripartire l'economia per assorbire i milioni di persone che perderanno il lavoro entro dicembre». E sul centrodestra diviso aggiunge: «L'unica coerente è Giorgia Meloni».
Lo Stato deve garantire che nessuno muoia di fame. Purtroppo migliaia di persone non sanno che dopo l'emergenza non troveranno più il proprio lavoro». Guido Crosetto appare poco e conta molto. Presidente dell'Aiad (la federazione che raggruppa le industrie dell'aerospazio e della difesa), 56 anni, imprenditore, già parlamentare e sottosegretario alla Difesa, fondatore di Fratelli d'Italia, è stimato a destra e sinistra ed è il più ascoltato consigliere di Giorgia Meloni. Forse perché non è un consigliere, ma da sempre l'altra anima con cui nasce FdI. «Lo Stato deve scomparire: deregulation totale almeno fino a fine anno. Dev'essere possibile fare tutto ciò che non è vietato». Partita la Fase 2 dell'emergenza, il governo Conte è alla Fase 2, alla Fase 3 oppure al traguardo? Il governo sarebbe in difficoltà se non ci fosse l'emergenza che ha congelato le difficoltà politiche a gennaio. Vale il detto ricordato da Papa Francesco per cui nessuno cambia cavallo mentre si guada un fiume anche se si accorge che non è il miglior cavallo. Potrebbero esserci riaperture favorendo le regioni con meno contagi. C'è il timore che la situazione possa scappare di mano? La situazione è già abbastanza scappata di mano. I dati che mi hanno preoccupato di più sono stati i consumi elettrici in Italia rispetto alla Germania e alla Spagna nel periodo di lockdown: in Italia la diminuzione è stata del 27 per cento, in Spagna del 10 e in Germania del 5 per cento. Significa che non tutto il mondo si è fermato nello stesso modo e quindi non tutto il mondo ripartirà allo stesso modo e non ci saranno le stesse conseguenze sul sistema economico. Può essere una parziale giustificazione la maggiore estensione del contagio in Italia? Il paragone può reggere con la Germania, ma non con la Spagna. Le nazioni considerate «formiche» come la Germania e quelle normalmente chiuse a qualunque intervento pubblico come gli Stati Uniti hanno immesso una quantità di soldi a fondo perduto nell'economia, senza precedenti. Mutuando dal dottor Stranamore, quale sarebbe la più efficace «arma fine di mondo»? La liquidità a fondo perduto per le piccole e medie imprese, maggiore velocità nei finanziamenti bancari, un ulteriore aumento della liquidità da parte della Banca centrale europea? Il mezzo migliore è chiaramente il denaro a fondo perduto, gli altri Paesi hanno fatto così. Il quadro economico del governo indica il Pil quest'anno a meno 8 per cento e l'anno prossimo a più 4,7: stime realistiche o troppo ottimistiche? Se quest'anno il Pil va a meno 8 stappo una bottiglia. Solo il turismo, che rappresenta dal 13 al 15 per cento del Pil, prevede una riduzione del 50 per cento. L'ottimismo è obbligatorio nelle previsioni perché il pessimismo può ingenerare effetti negativi, ma temo che il peggioramento sarà di gran lunga superiore al 10 per cento. Resta il no di Fratelli d'Italia al fondo Salva Stati, il Mes, per il quale si parla di «sorveglianza rafforzata». Il tema che ha posto Giorgia Meloni è che cosa significa accedere alla condizionalità del Mes. Il problema non è restituire i 37 miliardi, ma la paura che scatti il meccanismo che scattò in Grecia e la mancanza di garanzie sul fatto che questo non possa non accadere. La «sorveglianza rafforzata» riguarderebbe Commissione europea e Bce, ma non il Fondo monetario. Il rischio sarebbe sempre quello di un controllo? In questi mesi tutti abbiamo accettato di buon grado di non uscire di casa. Chi lo ha fatto, qualche volta si è imbattuto nella (rara) stupidità di chi aveva il potere di chiedere perché andava in farmacia o a fare la spesa. Il punto è come si applicano le regole: con il Mes non c'è il Fondo monetario, ma magari c'è il poliziotto cattivo. A prescindere dal reddito di emergenza, si può pensare a una revisione del reddito di cittadinanza e a un sostenibile taglio delle tasse? La cosa basilare è garantire che nessuno muoia di fame. Chiamiamo lo strumento come vogliamo, ma dev'esserci una base di sopravvivenza perché il problema più grande è non scatenare tensioni sociali. Inoltre bisogna far ripartire l'economia per riassorbire le centinaia di migliaia o milioni di persone che perderanno il lavoro entro dicembre. Migliaia di persone che non sanno che non troveranno più il loro lavoro. Non c'è una corretta percezione delle conseguenze della pandemia? Non c'è perché per adesso le aziende, per decreto, non hanno potuto licenziare e hanno utilizzato la cassa integrazione, ma quando finirà molte persone si renderanno conto che non potranno essere riassorbite da aziende che hanno perso il 20 o il 40 per cento del fatturato o che non riapriranno più. Si parla da tempo di cambiare il codice degli appalti, si invoca il «modello Genova» per il ponte Morandi e lo sblocco delle grandi opere. È possibile un accordo tra maggioranza e opposizione? Dev'essere possibile. Dobbiamo avere uno Stato a «peso zero» da qui a fine anno, eliminando il peso che esercita con la burocrazia, con i controlli, con il fisco. Lo Stato deve scomparire e dev'essere possibile fare tutto ciò che non è vietato. Ci vorrebbe una totale deregulation: se non è possibile eliminare per sempre tutti i lacciuoli, almeno facciamolo fino a fine anno. Matteo Salvini occupa il Parlamento e la Meloni non è d'accordo; Lega e FdI sfiduciano il ministro dell'Economia e Silvio Berlusconi non è d'accordo. Esiste ancora il centrodestra? Formalmente sì, in pratica esistere significa avere una visione compatta su come muoversi adesso e sul programma di un futuro governo. L'impressione è che alcuni vogliano andare al governo con chiunque anche se non è del centrodestra. La situazione politica è nel totale caos, tutti contro tutti, con pochi partiti che hanno limiti insormontabili di coerenza. Sostanzialmente, solo la Meloni. Secondo i sondaggi crescono Pd, Cinque stelle, FdI e FI, calano Lega e Italia viva. Quale strada prenderanno Salvini e Matteo Renzi? Salvini ha capito che ciò che lo ha portato fino al 35 cento oggi è diventata la sua zavorra. La gente si aspetta anche la capacità di governare i problemi, non solo di opporsi. Infatti vediamo un Salvini cambiato, più moderato, con la cravatta e gli occhiali: è un uomo intelligente e ha capito che cosa sta accadendo nell'opinione pubblica. Renzi è un mistero, non capisco perché Italia viva non abbia attecchito. Forse è per antipatia personale nonostante sia uno dei più lucidi: il Conte II è nato grazie a lui. La pandemia è anche un grande problema geopolitico. L'Italia resta euro-atlantica, però le mosse russe e cinesi sono sotto gli occhi di tutti e qualcuno teme che anche Germania e Francia lavorino per danneggiarci. Come dobbiamo difenderci? Forse il Paese che si sta comportando meglio con noi sono gli Stati Uniti. Riguardo alla Cina, «timeo Danaos et dona ferentes»: Pechino non ha mai avuto un rapporto paritetico perché tende a colonizzare, basta guardare l'Africa. Gli aiuti cinesi sono stati come quando gli strozzini aiutano chi ha bisogno di soldi. La Cina può essere un alleato dell'Occidente unito e non può che rispettare la Nato, di cui l'Italia fa parte. Il nostro vero problema è la competizione mai cessata con i Paesi europei. Il lavoro fatto dal Copasir, il Comitato parlamentare sui servizi, sulle ingerenze straniere ha dimostrato che alcuni Paesi europei hanno scientificamente fatto acquisizioni di aziende italiane attraverso una regia statale. Lo fanno anche in questi giorni. Il governo ha ampliato il «golden power» per intervenire a ulteriore difesa degli asset strategici. Non è sufficiente? Non lo è perché esclude dalla tutela delle aziende italiane gli acquisti da parte di aziende non statali europee, ma non è che gli Stati hanno bisogno di aziende statali per certe operazioni: quella normativa va ampliata perché chi non entra dalla porta ci prova dalla finestra. Inoltre, è ora di porre il tema della concorrenza sleale fiscale che alcuni Paesi europei fanno agli altri. Sono stufo di perdere aziende che hanno la sede in Lussemburgo o in Olanda e ritrovarci gli olandesi che ci fanno le bucce su altro. Dobbiamo scrollarci di dosso l'insana capacità di dividerci su tutto, di non fare mai squadra e di usare qualunque cosa per attaccare il nemico politico. Gli altri, dalla Spagna alla Germania agli Stati Uniti, nel momento di debolezza sanno unirsi, noi ci dividiamo sempre. Tra quattro mesi sarà già tempo di Legge di bilancio: il Conte II sarà in grado di reggere l'urto o prevede novità dopo l'estate? È più probabile un rimpasto o un allargamento della maggioranza? Qualcuno avrebbe voluto l'allargamento della maggioranza già adesso, ma penso che nessuno riuscirà mai a mettere il Pd e la Lega di Salvini insieme. Ho l'impressione che la debolezza di questa maggioranza sia ciò che le garantisce una lunga sopravvivenza. Ma una legge finanziaria in queste condizioni sembra ardua. Con la scusa del coronavirus nessuno potrà guardare i numeri. La finanziaria è difficile quando hai dei paletti, quando non ci sono per condizioni esterne sei a posto. Lo scoglio principale saranno le agenzie di rating, di cui disprezzo il ruolo: un declassamento obbligherebbe tutti gli investitori istituzionali a vendere i nostri titoli, comprese le banche italiane. Sarà la spada di Damocle che avremo nei prossimi mesi.

Foto: Guido Crosetto, 56 anni, già parlamentare di Fratelli d'Italia e ora presidente dell'Aiad, la federazione che raggruppa le industrie dell'aerospazio e della difesa.


Foto: Giorgia Meloni è contraria all'uso del fondo Salva Stati da parte dell'Italia. Per ora le aziende non hanno potuto licenziare i dipendenti in eccesso.


Foto: Il premier Giuseppe Conte: la sua maggioranza è fortemente a rischio.