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14/07/2018

Guerra stellata fra super-chef per il ristorante sulla Tour Eiffel

La Stampa - PAOLO LEVI

PARIGI FRANCIA / LA GIORNATA IN SETTE NOTIZIE
Guerre "stellate" a Parigi: mentre l'Equipe de France sogna di conquistare la Coppa del Mondo nella finale di domani contro la Croazia ai Mondiali di calcio, alcuni rinomati chef di Francia si contendono un altro prezioso riconoscimento. Vale a dire la concessione di uno dei ristoranti più chic di Parigi, il Jules Verne, al secondo piano della Tour Eiffel, lo stesso dove Emmanuel Macron e la moglie Brigitte invitarono esattamente un anno fa, alla vigilia delle celebrazioni per la festa nazionale del 14 luglio, gli omologhi Usa Donald e Melania Trump in visita ufficiale sulle rive della Senna. A dar fuoco alle polveri è stata la probabile fine del "regno" di Alain Ducasse, che dopo un decennio alla guida del pettinatissimo ristorante parigino rischia di essere sostituito dalla coppia Thierry Marx-Frédéric Anton, che per conto della società Sodexo - vincitrice dell'appalto per i prossimi 10 anni a cominciare dal primo ottobre - dovrebbero diventare i nuovi fortunati chef della Dama di Ferro. La furia di Ducasse Una decisione che ha fatto infuriare Ducasse. Il cuoco monegasco triplamente stellato nonché magnate dei fornelli denuncia un vizio di procedura e un conflitto d'interessi e annuncia di voler arrivare fino in tribunale. «Quando abbiamo appreso della scelta del consiglio di amministrazione della Sete, la società che amministra la Tour , di attribuire l'appalto a Sodexo, siamo piombati nella totale incomprensione. Monsieur Ducasse ha ottenuto valutazioni inferiori ai suoi concorrenti praticamente in tutte le categorie prese in esame», deplora il suo legale, Frédéric Thiriez, intervistato da Le Parisien. Ma soprattutto, aggiunge l'avvocato, «la rivolta è scattata quando abbiamo scoperto che la società Nova Consultng, che consiglia Sete nella gara d'appalto, è anche consigliere strategico di Sodexo». Un clamoroso conflitto di interessi secondo Ducasse che ricorrerà dunque in tribunale già dalla settimana prossima per «fermare la gara d'appalto» e «ricominciare» da capo. Nel "lotto" conteso dai mega-chef transalpini, oltre al Jules Verne, ci sono anche la Brasserie 58, un locale leggermente più informale al primo piano del monumento, oltre che l'insieme dei take-away e la mensa dei 350 dipendenti della Torre. La palla è ora nel campo del comune di Parigi che ha un mese di tempo per decidere se confermare la cordata Sodexo-Marx-Anton o riaprire i giochi a favore di Ducasse. - c

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