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02/03/2021

Guerra dello sci a Campomulo nuova gara in dirittura d’arrivo

La Nuova Venezia - Renzo Mazzaro

TURISMO INVERNALE
Renzo Mazzaro / GALLIOLe scale interne del municipio hanno grandi pezzi di scacchi allineati sui gradini. Chissà se hanno ispirato il sindaco Emanuele Munari, nella partita che sta giocando per riprendere il controllo di Campomulo e dei famosi 150 km di piste da sci di fondo. Purtroppo gli scacchi prevedono anche lo stallo ed è qui che sono inchiodati i due giocatori da un anno.Pierantonio Segafredo, il concessionario storico che il sindaco vuole defenestrare, condizionerà inevitabilmente il vincitore della gara bandita per trovare il suo successore, a 36.000 euro di canone annuo invece dei 13.000 pagati finora. Pagati? «Segafredo si teneva il canone di due antenne telefoniche», rifà i conti Munari, «con la scusa che forniva la corrente elettrica. E sono 8-10.000 euro l'anno. Ci ha mandato una fattura di 50.000 euro per lavori extra contratto eseguiti senza preavviso. Nel 2005 il sindaco Antonella Stella gli ha riconosciuto 100.000 euro a scomputo del canone: andiamo a verificare cosa pagava veramente?». «E' gente invidiosa, lo fanno per questo», si sfoga Segafredo. «Li ho visti solo una volta venire su a Campomulo, una domenica che era pieno di gente: quanti quattrini prende questo qua, si sono detti. Non capiscono che c'è anche il resto della settimana. Negli ultimi cinque anni ho lavorato un mese l'anno e così ci rimetti».La concessione trentennale per il rifugio scadeva nel 2015. Munari ha pensato di allinearla a quella delle piste, che scadeva nel 2018, firmando due proroghe annuali, ma imponendo modifiche tecniche. Segafredo le trova astruse, ma il tono del municipio è prendere o lasciare. Il 21 dicembre 2019, con neve già da un mese, Campomulo è ancora chiuso. Qualcuno deve cedere, tocca a Segafredo che ha già assunto il personale. «Prima di me c'era il deserto, ho portato io il turismo e mi trattate come un cane rognoso?».«Fa la vittima», ribatte Munari, «il rinnovo doveva avvenire nel 2015 e abbiamo posticipato il bando per favorirlo». Il bando esce ad aprile 2020 ma va deserto. Segafredo è convinto che il sindaco arriverà da lui per una trattativa privata, invece non succede. Si inserisce il gestore del Centro fondo Campolongo Riccardo Stefani. Qui le versioni divergono. «Mi hanno chiesto di temporeggiare con il secondo bando», racconta il sindaco, «mentre trattavano per un accordo». A novembre 2020 il sindaco infuriato per il tempo perso fa partire il secondo bando, con scadenza 18 febbraio 2021, nel pieno della stagione invernale. «L'ha fatto apposta per farmela perdere», lo accusa Segafredo. Al bando concorrono due offerte, la valutazione è in corso. Munari è sicuro che Campomulo aprirà in estate con un nuovo concessionario. Ma Segafredo è arroccato sull'ultimo baluardo che gli resta, le concessioni per le piste fuori dal comune di Gallio. Le vende in blocco con le attrezzature di Campomulo e con malga Moline, sua per diritto di superficie, a 1.300.000 euro. Prezzo scontatissimo, dice, ma tutto o niente. La guerra continua. --© RIPRODUZIONE RISERVATA